Antico Egitto, bassorilievo di Hatshepsut scoperto in un magazzino nel Regno Unito

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 marzo 2018 6:00 | Ultimo aggiornamento: 27 marzo 2018 21:14
Un bassorilievo di Hatshepsut scoperto in un magazzino nel Regno Unito

(Foto di repertorio)

LONDRA –  Un’opera d’arte egiziana con il volto di Hatshepsut, una regina dimenticata che regnò 3.500 anni fa, è stata scoperta in un magazzino inglese in cui giaceva dimenticata da 40 anni.

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Sul raro bassorilievo, rinvenuto nella Giornata internazionale della donna, è scolpita l’immagine di Hatshepsut, un faraone-donna, tra le cinque che hanno governato l’antico impero egizio.

Composto da due frammenti di pietra calcarea di forma irregolare, il bassorilievo ormai giaceva ricoperto di polvere all’University’s Egypt Centre a Swansea, è stata trovata da alcuni studenti nel corso di una lezione.

Al bassorilievo manca una parte del volto, ma tracce di geroglifici e l’icona di un cobra sulla fronte mostrano che si tratta di un faraone e il testo sopra la testa indica che è una donna. Hatshepsut regnò per 20 anni, era considerata “re e regina” eppure è stata in gran parte dimenticata; molti monumenti a lei dedicati sono stati distrutti, per cui le immagini che la rappresentano come donna sono estremamente rare.

Il bassorilievo fu portato a Swansea nel 1971 come parte della collezione di Sir Henry Wellcome. I ricercatori ancora non sanno da dove provenga il manufatto, i cui frammenti hanno uno spessore inferiore a 5 cm, ma tutto indica che fosse stato rimosso dalla parete di un tempio o di una tomba, come si evince dai tagli sul retro.

Kenneth Griffin, dell’University’s Department of Classics, Ancient History and Egyptology, ritiene che potrebbe provenire dall’interno del tempio di Hatshepsut a Deir el-Bahri, Luxor, nel sud dell’Egitto. Il trattamento riservato ai capelli, la fascia con il cobra e la decorazione del ventaglio sono tutti ben noti a Deir el-Bahri. Ancora più importante, i geroglifici usano un pronome femminile, un’evidente indicazione che si tratti di una donna.

Hatshepsut si fece incoronare intorno al 1.473 a. C., cambiando il suo nome dalla versione femminile Hatshepsut, che significa “La prima delle donne elette che abbraccia Amun”, a quella maschile, Hatshepsu.

Nata nella più avanzata civiltà del mondo antico, Hatshepsut requisì il trono d’Egitto al giovane figliastro, Thutmosis III e, con una mossa senza precedenti, si proclamò faraone e regnò per vent’anni, prima di morire di cancro a 50 anni, nel 1.458 a.C., scrive il Daily Mail.

Per consolidare la posizione di prima donna al potere, indossò gli abiti tradizionali, il copricapo e persino la finta barba tradizionalmente indossata dai faraoni maschi. Dopo la sua morte, avrebbe dovuto essere sepolta nella Valle dei Re: non solo questo non accadde ma qualsiasi citazione del nome di Hatshepsut fu eliminata da Thutmosis comprese le rappresentazioni al femminile, sostituite da quelle del defunto marito, il faraone Thutmosis II, che furono buttate nelle cave, di fronte ai grandi templi da lei costruiti.

Della prima fase del regno finora sono stati scoperti solo pochissimi edifici, tra cui a Karnak, il che rende raro il “nuovo” bassorilievo. Molti frammenti furono prelevati dal tempio di Hatshepsut a Deir el-Bahri alla fine del XIX secolo, prima che il tempio fosse scavato dall’Egypt Exploration Fund, ora Egypt Exploration Society, tra il 1902 e il 1909. Dal 1961 la Polish Archaeological Mission in Egitto ha scavato, restaurato e registrato il tempio.

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