Banksy perde il copyright sul Lanciatore di fiori. L’Ue: “Niente diritti a chi è anonimo”

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 Settembre 2020 11:55 | Ultimo aggiornamento: 18 Settembre 2020 11:55
Banksy perde il copyright sul Lanciatore di fiori. L'Ue: "Niente diritti a chi è anonimo"

Banksy perde il copyright sul Lanciatore di fiori. L’Ue: “Niente diritti a chi è anonimo” (Foto Ansa)

Niente diritti a chi resta anonimo. L’Unione europea toglie il copyright a Banksy

Banksy ha perso il copyright sulla sua opera più celebre: il “Lanciatore di fiori”, apparso su un muro di Gerusalemme nel 2005.

Per l’Euipo, l’ufficio europeo preposto alla tutela della proprietà intellettuale, il murales non può essere attribuito con certezza a un artista che si rifiuta di rivelare la sua identità.

Per questo ha dato ragione alla Full Colour Black, un’azienda del North Yorkshire che produce biglietti di auguri ispirati alla street art. Da due anni l’azienda contesta a Banksy il diritto di rivendicare un marchio commerciale sul suo nome e le sue immagini. 

Per Banksy, artista misterioso di cui si sa poco o nulla, e che di quella invisibilità ha fatto parte rilevante della sua fortuna, significa il rischio di perdere i diritti su tutte le sue opere. 

Secondo l’Ue Banksy è in “cattiva fede”

Sempre secondo i giudici europei, aprendo nel 2019 un negozio a Croydon, periferia di Londra, con l’intenzione di ottenere il riconoscimento del marchio Ue come chiesto nel 2014, Banksy avrebbe agito in “cattiva fede”.

Dal 2014 l’artista aveva infatti 5 anni di tempo per utilizzare il marchio. L’Euipo ha però sostenuto che era “chiaro che Banksy non avesse alcuna intenzione” di utilizzarlo al momento del deposito e che nel 2019 le merci che ha venduto “sono state create e vendute esclusivamente” come tentativo di non perderlo.

“Banksy – afferma ancora l’ufficio Ue – ha scelto di rimanere anonimo e per la maggior parte di dipingere graffiti sulla proprietà di altre persone senza il loro permesso, piuttosto che dipingerli su tele o su sue proprietà”.

“Ha anche scelto di essere molto esplicito riguardo al suo disprezzo per i diritti di proprietà intellettuale”.

“Il copyright è da perdenti” è infatti una delle sue frasi più celebri.

Il punto centrale, per i giudici europei, resta comunque l’anonimato che rende di fatto impossibile “individuarlo al di là di ogni dubbio come il proprietario di quei lavori. (Fonti: Ansa, Bbc).