Colosseo, allarme crolli. Per tutelarlo transennamenti a 11 metri

Pubblicato il 5 settembre 2012 13:10 | Ultimo aggiornamento: 5 settembre 2012 18:03
Colosseo

(Foto Lapresse)

ROMA – Rischio nuovi crolli al Colosseo: per salvaguardarlo si pensa ad una zona transennata attorno all’Anfiteatro di circa 11 metri, distanza considerata sicura nel caso in cui dal punto più alto del monumento dovessero staccarsi altri frammenti. L’allarme è scattato in seguito alla caduta di nuovi frammenti dalle arcate più alte del monumento. Un sopralluogo dei vigili del fuoco valuterà se la stabilità del monumento è effettivamente a rischio e se si corrono rischi per le persone. Intanto martedì si è tenuto un vertice, seguito da un sopralluogo, hanno partecipato tecnici del Campidoglio, la Sovrintendenza archeologica e i vigili urbani.

Tra le varie cause che avrebbero determinato i recenti piccoli distacchi anche le avverse condizioni climatiche, ovvero il picco di calore, seguito dai temporali degli ultimi giorni. Il restauro del Colosseo, previsto nel biennio 2013-2014, prevede anche la realizzazione di un’area pedonale attorno al monumento proprio per salvaguardarlo da smog e vibrazioni del traffico.

Un intervento straordinario di transennamento comporterebbe la conseguente chiusura di parcheggi e viabilità nel tratto che collega i Fori Imperiali a via di San Gregorio, in direzione Aventino, l’area dunque dove il monumento si sarebbe mostrato più fragile. In questo modo il monumento non verrebbe chiuso ai turisti ma, in caso di necessità, non è escluso che alcuni spazi potrebbero essere interdetti alle visite.  Tra le altre ipotesi di consolidamento prese in considerazione anche un puntellamento alla base del monumento, simile ai lavori di messa in sicurezza effettuati alla base della Torre di Pisa.

Per delimitare la “zona rossa”, altre ipotesi sono al vaglio della Sovrintendenza, prevedono la progettazione dissuasori perimetrali di design, ovvero compatibili col monumento, ad una distanza di 15 metri. Si tratterebbe di dissuasori che in maniera discreta ed elegante, senza impatto sull’area archeologica, segnalano l’area interdetta. Tra le ipotesi anche un perimetro luminoso notturno. Nell’area di rispetto potrebbero poi sorgere info-points che informino i turisti circa il divieto d’accesso e i motivi che lo hanno reso necessario. Escludendo così il ricorso a transenne perché antiestetiche.

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