Crisi/ A New York tempi duri per stagione aste, mercato dell’arte crollato del 35%

Pubblicato il 4 maggio 2009 20:37 | Ultimo aggiornamento: 4 maggio 2009 20:37

Una volta, prima della crisi, collezionisti e ricchi di varia estrazione investivano nel mercato dell’arte. Tornano alla mente le le decine di milioni di dollari con cui venivano contesi in special modo impressionisti del calibro di Vincent Van Gogh o Claude Monet. Tempi andati. Adesso mancano i soldi.

Secondo il Financial Times, le aste di maggio a New York – l’evento piu’ importante dell’anno nel settore – cominciate lunedì vedranno tempi bui, come nel caso di Sotheby’s, che si aspetta incassi inferiori di un quarto rispetto a quelli del 2008.

Le aste newyorchesi – due settimane, la prima per impressionisti e moderni, la seconda per i contemporanei – si tengono dopo che il prezzo di opere artistiche è precipitato del 35 per cento nel primo trimestre del 2009, secondo le valutazioni dell’indice Mei Moses.

Ian Peck, gestore dell’Art Capital Group, che effettua prestiti in denaro in cambio di opere d’arte, ha dichiarato di aver tagliato le loro valutazioni del 40-50 per cento dall’inizio dell’anno.

«Abbiamo effettuato prestiti ”forzati” nonostante il taglio delle valutazioni», ha detto, «perché tutti, ricchi e poveri, hanno problemi di liquidità».