Cristo di Michelangelo pagato 3,2mln di euro pubblici: funzionari Mibact assolti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 febbraio 2015 13:00 | Ultimo aggiornamento: 25 febbraio 2015 13:00
Cristo di Michelangelo pagato 3,2mln di euro pubblici: funzionari Mibact assolti

Cristo di Michelangelo pagato 3,2mln di euro pubblici: funzionari Mibact assolti

FIRENZE – I funzionari del ministero che comprarono un Cristo attribuito a Michelangelo pagandolo ben 3,2 milioni di euro sono stati assolti. La scultura, attribuita a Michelangelo Buonarroti, è scolpita nel legno ed è alta appena 41 centimetri. Per l’acquisto milionario, fatto nel 2008 con soldi pubblici e senza una attribuzione certa, i funzionari del Mibact, ministero per i Beni culturali, sono stai accusati di danno erariale. Accusa da cui ora sono stati assolti  dopo l’indagine della Corte dei conti.

Laura Larcan sul Messaggero spiega che il Cristo acquistato a Firenze venne addirittura ribattezzato il “Cristo delle polemiche”, tanto furono clamorose le critiche per qui 3,2 milioni di euro spesi:

“La polemica rovente ha preso quindi la strada giudiziaria, quando la procura della corte dei conti citò i funzionari del Mibac per l’ipotesi di danno erariale. Ora, la possibile svolta sulla vicenda. La Corte dei conti conferma in appello la decisione di primo grado: nessun danno eradiale per l’ex soprintendente del Polo museale fiorentino Cristina Acidini, l’ex sottosegretario ai beni culturali Roberto Cecchi, il professor Carlo Bertelli ed il direttore generale educazione e ricerca del Mibact Caterina Bon di Valsassina e degli esperti Vittoria Rossi e Marialuisa Dalai.

La sezione giurisdizionale centrale d’appello della Corte dei conti, secondo quanto appreso a Firenze, ha confermato l’assoluzione emessa in primo grado (era il 2013) in merito alla vicenda del cosiddetto «Crocifisso delle polemiche». Sulla procedura che portò all’acquisto del Crocifisso ligneo, Cristina Acidini ha sempre detto che «si è svolta in modo corretto».

In merito all’attribuzione la Acidini sosteneva che «in genere questi studi sono a lungo termine, c’è bisogno di un confronto, di una riflessione della comunità scientifica, e questo può richiedere molto tempo» e che «le tematiche originate dal Crocifisso e dalla sua attribuzione rientrano nell’alveo della discussione scientifica e accademica, che sarebbe stata loro propria fin dall’inizio»”.

Le polemiche nacquero perché la scultura, attribuita a Michelangelo, avrebbe potuto non essere la sua:

5 x 1000

“Ad indicare un giovanissimo Michelangelo nell’esecuzione dell’opera di piccole dimensioni in legno di tiglio o pioppo (41,3 x 39,7 cm, datata intorno al 1495) fu in un team di studiosi di storia dell’arte formato da Giancarlo Gentilini, Luciano Bellosi, Umberto Baldini. Da allora, le polemiche sull’opera, acquistata dal ministero dei Beni culturali nel 2008 per 3,2 milioni di euro dall’antiquario torinese Giancarlo Gallino, non si sono mai placate e l’ipotesi del danno erariale venne subito formulata nei confronti dei funzionari coinvolti nell’acquisizione”.