Filippo De Pisis al Museo Ettore Fico di Torino. Visite guidate a 5€

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 febbraio 2018 6:32 | Ultimo aggiornamento: 2 febbraio 2018 2:29
Al Museo Ettore Fico di Torino una mostra dedicata al pittore Filippo De Pisis

Filippo De Pisis al Museo Ettore Fico di Torino. (In foto: Natura morta marina, 1927)

TORINO – Si è aperta lo scorso 24 gennaio a Torino, al Museo Ettore Fico, la mostra su Luigi Filippo Tibertelli, meglio noto come Filippo de Pisis (Ferrara 1896 – Milano 1956).

L’esposizione, a cura di Elisa Camesasca, Paolo Campiglio e Maddalena Tibertelli de Pisis, intende porre in luce il rapporto a lungo intercorso tra l’artista ferrarese e le avanguardie pittoriche dei suoi contemporanei, come de Chirico, Savinio e Carrà: 150 opere tra dipinti e disegni per un progetto espositivo a 360 gradi che svela l’uomo oltre l’artista.

Il percorso intende porre l’attenzione sul riferimenti culturali che caratterizzano le passioni dell’artista: l’inclinazione poetica e l’amicizia con Montale, la passione antiquaria e collezionistica, l’interesse per il mondo musicale (in particolare la lirica), l’amore per le civiltà del passato e la botanica. Punti cardine attorno ai quali ruota la sua pittura, disciplina per la quale è maggiormente ricordato come vero e proprio sperimentatore del ‘900, in grado di anticipare molte tendenze, a partire dall’Informale.

L’approccio alla pittura da parte dell’artista nasce grazie all’amore e alla passione per la storia dell’arte, il culto per la tradizione ferrarese del Costa e del Francia, e si sviluppa nell’arco di un trentennio secondo varie passioni di volta in volta inseguite, percorse, collezionate e ritrovate. De Pisis, visitando e studiando le opere nei musei, ritrova le proprie radici legate al naturalismo e alla pittura francese, scopre se stesso e la propria ispirazione

Dal confronto con i contemporanei de Chirico, Savinio e Carrà, in gioventù egli focalizza la propria attitudine a collezionare il mondo come pratica cosciente di riflessione metaforica e metastorica, in senso
metafisico.

Dall’incontro con la passione pittorica di Soutine, con il pastello rapido di Toulouse-Lautrec, riceve a Parigi lo stimolo per svincolarsi dalla lezione di Manet, pittore a lungo amato in gioventù e da sempre ritenuto un modello, e per approdare al libero segno sulla tela, a quella libertà espressiva che negli anni Trenta preannuncia gli esiti di certa pittura informale.

Il dialogo con le fonti artistiche, la frequentazione dei musei europei, la pittura dei contemporanei, lo portano a elaborare un personale approccio alla tela che rimarrà negli anni inconfondibile, come una cifra indelebile nella storia dell’arte italiana del Novecento.

La mostra resterà aperta al pubblico fino al 22 aprile 2018. E’ possibile prendere parte anche a percorsi guidati alla scoperta dell’eclettico mondo dell’artista. Costo della visita 5€ (con biglietto di ingresso in mostra). Massimo 30 partecipanti.

Di seguito il calendario delle prossime visite.

sabato 3 febbraio – 0re 16.30

sabato 17 febbraio – 0re 16.30

sabato 3 marzo – 0re 16.30

sabato 17 marzo – 0re 16.30

sabato 14 aprile – 0re 16.30

domenica 22 aprile – 0re 16.30

E’ gradita la prenotazione: +39011 853065 / info@museofico.it