Gemello 3D del David di Michelangelo pronto per Dubai: è identico, ma in resina. Rappresenterà l’Italia all’Expo

di Daniela Lauria
Pubblicato il 15 Aprile 2021 15:52 | Ultimo aggiornamento: 15 Aprile 2021 15:55
Gemello 3D del David di Michelangelo pronto per Dubai: è identico, ma in resina. Rappresenterà l'Italia all'Expo

Gemello 3D del David di Michelangelo pronto per Dubai: è identico, ma in resina. Rappresenterà l’Italia all’Expo (Foto Ansa)

Il gemello 3D del David di Michelangelo è pronto per Dubai. L’opera, realizzata in un laboratorio nel centro storico di Firenze, è identica all’originale custodito dalla Galleria dell’Accademia di Firenze, ma in resina. Rappresenterà l’Italia all’Expo di Dubai che si aprirà il prossimo 1 ottobre.

La riproduzione del capolavoro di Michelangelo è stata realizzata grazie a una sofisticata digitalizzazione e poi alla stampa in 3D in 14 pezzi: un lungo processo iniziato a dicembre e finito ieri, 14 aprile.

Il gemello del David, delle stesse identiche dimensioni, pesa 400 chili più 150 chili di basamento, molti meno dei 5560 dell’originale, ed è fatto con resina acrilica ricoperta di polvere di marmo.

Creato in gran segreto nel trecentesco Palazzo degli Alessandri, è stato caricato con l’aiuto di una gru su un camion per poi essere portato in un deposito dove sarà custodito fino al volo da Milano a Dubai. Un secondo camion ha trasportato il basamento.

A Dubai il David digitale arriverà la settimana prossima in aereo e sarà presentato ufficialmente il 26 aprile. 

David di Michelangelo, messaggero della bellezza italiana

Per il direttore della Galleria dell’Accademia, Cecilie Hollberg “è una bellissima opportunità per rappresentare la bellezza del patrimonio culturale dell’Italia, sono felice che abbiano scelto il David di Michelangelo della Galleria dell’Accademia di Firenze che è l’opera d’arte per eccellenza. Sono felice che questo messaggero parta per Dubai, ma l’originale resta qui, insostituibile, ad emanare bellezza”.

A coordinare il progetto è stata Grazia Tucci, docente del dipartimento di Ingegneria civile dell’Università di Firenze, in collaborazione con i tecnici di Hexagon Italia e il restauratore Nicola Salvioli. Per due mesi, Salvioli, esperto nel campo del  restauro italiano su grandi sculture, ha lavorato con il suo team per rivestire l’opera 3D con un impasto di resine e polvere di marmo di Carrara che ricreasse lo stesso fascino dell’opera maestra.