Gillo Dorfles morto: addio al critico d’arte, aveva 107 anni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 marzo 2018 12:39 | Ultimo aggiornamento: 2 marzo 2018 12:41
Gillo Dorfles morto: addio al critico d'arte, aveva 107 anni

Gillo Dorfles morto: addio al critico d’arte, aveva 107 anni

ROMA – Gillo Dorfles, critico d’arte, artista e saggista, è morto il 2 marzo 2018. Dorfles aveva 107 anni ed era nato a Trieste. Solo lo scorso 13 gennaio aveva inaugurato le sue nuove tele alla Triennale di Milano. Il critico e artista ha avuto durante la sua lunga carriera numerosissimi riconoscimenti e ha pubblicato moltissimi saggi. Dorfles è morto nella sua casa di Milano e  a renderlo noto è stato il nipote, spiegando che le condizioni fisiche dell’artista erano peggiorate nelle ultime 24 ore.

Stefano Bucci sul Corriere della Sera scrive che Angelo “Gillo” Dorfles si è spento all’improvviso, proprio quando ormai tutti si erano conviti che avesse scoperto il segreto della vita eterna:

“Un colpo ancora una volta a sorpresa come quando lo scorso 13 gennaio aveva inaugurato alla Triennale di Milano una sua mostra di dipinti e non una retrospettiva (più o meno celebrativa) ma quindici nuove tele realizzate solo lo scorso anno. «Ho sempre nuovi progetti — aveva detto durante l’inaugurazione — se no sarei già morto. Riguardano soprattutto la pittura, la mia grande passione. Anche se è pittura per modo di dire: come artista non posso considerarmi riuscito in maniera assoluta. Come critico no, ma come pittore sono stato sempre un dilettante»”.

Un percorso anomalo, scrive ancora Bucci, che ha visto il critico sdoganare il kitsch, la versione colta del cattivo gusto:

“Dopo la prima guerra mondiale il giovane Gillo si trasferisce con la famiglia a Genova, dove trascorre l’infanzia. Poi, al termine del conflitto, rientra nella sua Trieste e si iscrive al Liceo Classico, per trasferirsi a Milano nel 1928 (città da lui molto amata, ma sempre con la giusta dose di critica), dove studia medicina (anche se poi completerà il suo percorso universitario a Roma come allievo interno nella clinica Cesare Frugoni), laureandosi nel 1934 e specializzandosi in neuropsichiatria.

A partire dagli anni Trenta ha svolto un’intensa attività di critica d’arte e saggistica collaborando a «La Rassegna d’Italia», «Le Arti Plastiche», «La Fiera Letteraria», «Il Mondo», «Domus», «Aut Aut», «The Studio», «The Journal of Aesthetics». Ma per l’ennesima volta Gillo cambia marcia e cercando (e trovando) nuove prospettive: esordisce in pittura negli anni Trenta e nel 1948 con Bruno Munari, Atanasio Soldati e Gianni Monnet, fonda il Movimento Arte Concreta (MAC) «con l’obiettivo di dar vita a un linguaggio artistico nuovo, in grado di assimilare e di superare le ricerche astratte europee dei decenni precedenti».

Negli anni Cinquanta ha inizio l’attività teorica e critica di Dorfles, che si presenta decisamente rivoluzionaria rispetto agli assunti crociani ancora dominanti. Perché l’attenzione di Dorfles è rivolta soprattutto «ai fenomeni comunicativi di massa, alla moda e al design, soffermandosi pur sempre sulla pittura, sulla scultura e sull’architettura moderna e contemporanea». Dagli anni Sessanta insegna estetica in diverse università italiane (Milano, Trieste, Cagliari) e dagli anni Ottanta riprende l’attività pittorica e grafica che per i suoi numerosi impegni aveva interrotto”.