Gioconda, il direttore degli Uffizi contro la raccolta firme: "Non la voglio a Firenze"

Pubblicato il 17 ottobre 2011 19:24 | Ultimo aggiornamento: 17 ottobre 2011 19:24

FIRENZE, 17 OTT – Se dipendesse dal direttore della Galleria degli Uffizi, la Gioconda a Firenze non ci tornerebbe, come invece chiede a gran voce, con una raccolta di firme internazionale, il comitato per la salvaguardia dei beni culturali presieduto da Silvano Vinceti.

''Se me la vogliono imporre qui agli Uffizi bene, lo facciano; se no, io ne faccio a meno'', afferma il direttore Antonio Natali. Portare l'opera ''qui significa prestarsi al clima culturale di oggi dove conta il feticcio''. Ma Vinceti, che vorrebbe esporre la Gioconda a Firenze nel 2013, ribatte piccato: ''Queste affermazioni sono un insulto alle 80mila persone che hanno gia' aderito alla nostra raccolta di firme per portare a Firenze la Gioconda, a tutti gli storici dell'arte che ad essa hanno dedicato la vita e ai milioni di visitatori da tutto il mondo che sono rimasti incantati dal suo fascino''.

''Magari c'e' la fila di fiorentini che vengono a vederla, gli stessi fiorentini che ignorano che qui da noi ci sono tre tavole di Leonardo. Ma il mio compito e' quello di far conoscere non la Gioconda, che e' gia' conosciuta, bensi' il resto'', spiega il direttore degli Uffizi. ''La Gioconda a Firenze – afferma Natali – e' una cosa che interessa solo alle tv commerciali, ai giornali commerciali: farla arrivare qua significa cedere il campo a mire che nulla hanno a che vedere con la formazione e la conoscenza dell'arte. Questo non e' snobismo ma un principio di educazione: senza contare – rincara la dose il direttore degli Uffizi – che io conosco per lo meno 50 ritratti piu' belli della Gioconda, di cui tutti si disinteressano perche', anche per colpa nostra, nessuno li fa conoscere''.

Secondo Natali, inoltre, sono scarse le probabilita' che la raccolta di firme del comitato presieduto da Vinceti abbia successo e la Monna Lisa, a distanza di cento anni dal suo ritrovamento nel centro del capoluogo toscano, varchi di nuovo il portone della Galleria degli Uffizi. Proprio qui, infatti, il capolavoro leonardiano sosto' prima di essere riportata al Louvre, ed i fiorentini poterono, per alcuni mesi, ammirarla in tutto il suo enigmatico splendore.

''Credo che non ci siano possibilita' che la Gioconda possa tornare, per esempio, io – spiega il direttore degli Uffizi – non la presterei assolutamente: perche' quando si tratta di capolavori cosi' importanti non si puo' rischiare, ne' d'altro canto si puo' dire che un trasporto sia sempre sicuro: un trasporto non lo e' mai del tutto, a cominciare dagli aerei''. Parole che non smuovono Vinceti: ''A Natali dico che le opere d'arte non sono per gli addetti ai lavori, sono per tutti, e il loro valore non e' fissato dai direttori dei musei, ma dai fruitori delle opere stesse''.