La Gioconda aveva problemi alla tiroide

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 settembre 2018 11:36 | Ultimo aggiornamento: 6 settembre 2018 11:36
La Gioconda aveva problemi alla tiroide

La Gioconda aveva problemi alla tiroide

ROMA – Capelli estremamente sottili, un colorito tendente al giallastro e un possibile accenno di gozzo: sembrano dei difetti, delle imperfezioni, eppure hanno contribuito a rendere la Monna Lisa di Leonardo, simbolo di una bellezza enigmatica che ha attraversato i secoli, ancora più affascinante perché ‘imperfettamente’ vera. Sono però anche gli indizi di qualche problema di salute, legato specificamente alla tiroide.

Monna Lisa, infatti, intesa come Lisa Gherardini, raffigurata da Leonardo da Vinci, una nobildonna fiorentina, da quello che appare nel dipinto soffriva probabilmente di ipotiroidismo, cioè scarso funzionamento della ghiandola tiroidea. Questa l’ipotesi avanzata da Mandeep R. Mehra, direttore medico dell’Heart & Vascular Center del Brigham and Women’s Hospital, in una lettera al direttore pubblicata sulla rivista Mayo Clinic Proceedings.

“L’enigma della Gioconda – spiega Mehra – può essere risolto con una semplice diagnosi medica di una malattia correlata all’ipotiroidismo: in tutti i modi, è il fascino delle imperfezioni della malattia che dà a questo capolavoro la sua misteriosa realtà e fascino”. Lo studioso riassume le possibili condizioni mediche visibili nel ritratto di Lisa Gherardini e propone le sue interpretazioni.

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Nel 2004, reumatologi ed endocrinologi hanno suggerito che lesioni cutanee e gonfiori della mano visibili nel ritratto potrebbero essere indicativi di un disturbo lipidico e di una malattia cardiaca. Nello specifico, i ricercatori hanno affermato che l’iperlipidemia familiare e l’aterosclerosi precoce potrebbero aver causato la morte della donna, detta Lisa del Giocondo da cui il nome del dipinto La Gioconda. Hanno anche proposto che il famoso sorriso potrebbe essere stato il risultato della paralisi di Bell.

Dopo aver esaminato il dipinto, Mehra ha spiegato che l’ipotiroidismo clinico è invece una diagnosi più probabile dato che Lisa Gherardini ha vissuto fino a 63 anni. Se avesse sofferto di malattie cardiache e di un disturbo lipidico, è improbabile che sarebbe vissuta tanto, poiché in Italia vi erano trattamenti limitati disponibili nel XVI secolo.

Inoltre, ad avvalorare questa tesi vi sarebbe il fatto che la dieta degli italiani durante il Rinascimento era carente di iodio, e i gozzi che ne risultavano (cioè la ghiandola della tiroide gonfia) erano comunemente raffigurati in dipinti e sculture dell’epoca. Inoltre, Mehra nota che Lisa Gherardini aveva partorito da poco prima di posare per il dipinto, cosa che indica la possibilità di una tiroidite dopo la gravidanza.

L’iconodiagnostica, cioè la capacità di offrire l’esame clinico dei personaggi ritratti nei quadri, è una scienza in evoluzione e, come avviene nella vita vera, ha bisogno di consulti fra voci diverse. Per esempio, proprio su Monna Lisa, altri pareri avevano avanzata l’ipotesi che avesse livelli di colesterolo nel sangue troppo elevati. Circostanza clinica che spiegherebbe anche l’enigma del sorriso. Enigma, questa la cosa più certa, che resta tale, a dispetto dei tentativi di comprensione di poeti, storici dell’arte, filosofi, psicologi e iconodiagnosti.