India, allarme per il Taj Mahal: rischia il crollo

Pubblicato il 7 Ottobre 2011 19:08 | Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre 2011 19:16

Il Taj Mahal

ROMA, 7 OTT – Il Taj Mahal, il più celebre monumento dell’India, sito patrimonio dell’ Umanità dell’Unesco, romantico mausoleo dedicato 358 anni fa all’adorata moglie morta prematuramente da un imperatore dal cuore infranto, potrebbe crollare da qui a cinque anni. E’ quanto prevede un parlamentare indiano, ripreso dal quotidiano britannico Daily Mail.

La sorte del Taj Mahal, infatti, secondo il parlamentare Ramshantar Katheria, che ha il suo bacino elettorale proprio nella città di Agra, che ospita il monumento, è legata strettamente a quella del fiume Yamuna che gli passa accanto e sul quale si riflette dal lato nord. Il fiume sta morendo, dice il politico, sotto i colpi di deforestazione e inquinamento.

”Il fiume – spiega Katheria, citato dal Mail – è parte integrante del progetto architettonico del mausoleo, e se muore, il Taj non gli potrà sopravvivere”. Il problema sono le fondamenta, pali di mogano immerse in pozzi nel terreno alluvionale dello Yamuna: se non vengono costantemente inumidite dal fiume in breve tempo si seccheranno, come sta già accadendo, i pali verranno divorati dalle termiti e, senza interventi di stabilizzazione, tutti da studiare, sarà solo questione di tempo – predice il politico di Agra – prima che il Taj Mahal si pieghi al tempo e si sbricioli.

Oggi gli archeologi che sovrintendono la conservazione del mausoleo hanno smentito queste informazioni catastrofiste e lo stesso parlamentare indiano ha corretto le proprie affermazioni, dicendo però di aver più volte espresso le sue preoccupazioni sulla sorte del monumento al primo ministro indiano, Manmohan Singh.

”Chiedo una perizia di alto livello per analizzare il grave pericolo che incombe sulle strutture in legno delle fondamenta del Taj”, ha detto oggi Katheria.

Visitato da tre-quattro milioni di turisti ogni anno, il Taj Mahal, soprannominato il ”Monumento dell’amore”, fu fatto costruire dall’imperatore Shah Jahan, della dinastia islamica dei Moghul, fra il 1632 e il 1654, per onorare la morte della terza, amatissima moglie, soprannominata Mumtaz Mahal (”Ornamento del palazzo”), le cui spoglie sono sepolte al suo interno.

L’architettura è quella tipica del periodo Moghul, parzialmente influenzata da quelle persiana e turca. Consiste di un edificio a simmetria quadrata sovrastato da una cupola a ”cipolla”, al centro di una piattaforma quadrata ai cui quattro angoli sorgono altrettanti slanciati minareti, con davanti un ampio giardino con laghetti artificiali.

Le fonti storiche dicono che in 22 anni di lavori – l’architetto capo si ritiene fosse Ustad Ahmad Lahauri – furono impiegati mille elefanti. Le pareti, ricoperte di marmo bianco dal Rajashtan, sono intarsiate di pietre, metalli, mosaici, bassorilievi a motivi vegetali in diaspro e altre pietre dure, scritte calligrafiche in caratteri arabi.

Dal 2007 si sta studiando un restauro dei marmi, che inquinamento e polveri stanno ingiallendo inesorabilmente. Secondo i restauratori ambientalisti, per ripristinare lo scintillante bianco originale il marmo del Taj Mahal avrebbe bisogno di impacchi di fango.