Contemplare: Carlo Dell’Amico in mostra alla Fondazione Stelline di Milano

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 dicembre 2018 15:11 | Ultimo aggiornamento: 4 dicembre 2018 15:12
Contemplare: l'installazione di Carlo Dell'Amico alla Fondazione Stelline di Milano

Contemplare: l’installazione di Carlo Dell’Amico alla Fondazione Stelline di Milano

MILANO – La Fondazione Stelline di Milano ospita a partire da domani, 5 dicembre, e fino al 20 gennaio 2019 Contemplare, installazione site specific di Carlo Dell’Amico realizzata sui temi della città, affrontati anche in passato al Museo Laboratorio della Sapienza di Roma e alle Scuderie Aldobrandini nel 2006, con una rilettura esoterica del Cenacolo che ricorda l’interpretazione della sua costruzione geometrica citata da Luca Pacioli nel trattato Divina Proportione.

In questo percorso espositivo Carlo Dell’Amico, utilizzando gli stessi modelli sperimentati nelle mostre precedenti, realizza un’installazione in più parti e, mappando le città con improbabili suture, rende la loro visione sfigurata, in sequenze di immagini sospese, traduce la metropoli in spazi dell’atemporalità trasformata in una complessità caratterizzata da istinti di difesa ormai cristallizzati in organi e funzioni.

L’artista guarda al fallimento e all’implosione già avvenuta o in atto fissando le rovine, residui di un’evoluzione nella materialità e nell’eccesso, città informi o esplose in un processo animato da infinite contrapposizioni.

In queste opere Carlo Dell’Amico racconta l’aspetto tragico del mondo e come la pratica dell’arte, a differenza del reale, possa costituire un invisibile collegamento tra la natura materiale e spirituale e suggerire un cambiamento del sentire oltre che dell’agire.

Nel segno teatrale che l’artista propone, l’aspetto degenerativo della realtà va ricondotto a una particolare forma di tradimento della natura vera del desiderio. L’invocare nel tempio del mondo – concetto da cui deriva il titolo stesso della mostra “Contemplare” (dal latino “osservare nel tempio”) – diventa ricerca di una nuova dimensione nel passaggio temporale attraverso l’esperienza del corpo quale custode di significati trascendenti.

Nei diversi stadi dell’esistenza, l’atto di contemplare presuppone una ricerca mistica e diventa punto di osservazione per la facoltà di astrarre il quotidiano, contrastando l’accumulo di conoscenze a favore di una sola, oltrepassando la superficie per scendere nelle profondità del sé. Più in generale sollevando lo sguardo dalla realtà, l’artista cerca di incontrare il senso del mistero di cui siamo fatti che appartiene solo in parte alle circostanze della vita: il tradimento è la cifra della pretesa complessità nichilistica che contraddittoriamente si nutre dell’impossibilità di vivere senza legami o della nostra storia, anche quella di cui non abbiamo memoria. Una ricerca complessa e stratificata quella dell’artista Carlo Dell’Amico che evidenzia il carattere installativo della sua poetica, dove opere scultoree uniscono elementi naturali a elementi artificiali.