Leonardo da Vinci, scoperto in un caveau svizzero il ritratto di Isabella d’Este

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 ottobre 2013 11:21 | Ultimo aggiornamento: 4 ottobre 2013 11:21
Leonardo da Vinci, scoperto in un caveau svizzero il ritratto di Isabella d'Este

Il bozzetto di Isabella d’Este custodito al Louvre

BERNA – Un dipinto mai visto di Leonardo da Vinci è emerso da un caveau svizzero. Pezzo di una collezione privata che ora si ritrova tra le mani il sempre cercato e mai trovato ritratto di Isabella d’Este, realizzato dal bozzetto custodito al Louvre di Parigi. La notizia è data da Pier Luigi Vercesi su Sette e sul sito del Corriere della Sera.

Il dipinto ad olio su tela raffigura la marchesa come Caterina d’Alessandria, con una corona in testa e una palma in mano, impugnata come uno scettro. I dettagli, scrive Vercesi, sono quasi certamente stati aggiunti dagli allievi come Salaì e Melzi, al seguito di Leonardo a Roma nel 1514.

Il primo passo verso il dipinto ritrovato fu fatto nel 1499, quando Leonardo, ospite dei Gonzaga a Mantova, abbozzò un cartone preparatorio. Negli anni successivi Isabella d’Este scrisse più volte per sollecitare il compimento del ritratto. Ma da allora non se ne seppe più nulla, fatta eccezione per l’avvistamento, lo definisce Vercesi, di un ritratto di signora lombarda nel castello di Blois, nella Valle della Loira.

Negli anni si ipotizzò che il ritratto di Isabella fosse la Gioconda, Mona Lisa, cioè Mona l’Isa. Fino al 2009, quando il dipinto è riemerso, scrive Vercesi, “dall’eredità di una famiglia che vive, dagli inizi del Novecento, tra il Centro Italia e la Svizzera, a Turgi, nel cantone Argovia”.

A sancire l’autenticità del dipinto la lettera del professor Carlo Pedretti, massimo studioso di Leonardo, e la prova del carbonio 14. A queste prove si sono aggiunti altre tre scoperte: i pigmenti sono quelli usati da Leonardo, l’imprimitura della tela è preparata secondo quanto prescritto da Leonardo nel suo Trattato, e soprattutto davanti alla mano di Isabella è riapparso, grazie alla fluorescenza, il libro, simbolo di protezione delle Arti e presente  nel cartone del Louvre.