Leonardo da Vinci non dipinse la Battaglia di Anghiari sui muri di Palazzo Vecchio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Ottobre 2020 14:10 | Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre 2020 14:11
Leonardo da Vinci non dipinse la Battaglia di Anghiari

Leonardo da Vinci non dipinse la Battaglia di Anghiari a Palazzo Vecchio (Ansa)

Leonardo da Vinci non dipinse mai sui muri del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze.

Uno studio multidisciplinare sulla Battaglia di Anghiari, l’opera considerata perduta del genio di Vinci, ha rivelato che in realtà non è mai esistita in Palazzo Vecchio, Leonardo da Vinci si limitò al cartone preparatorio.

Il team internazionale di studiosi destituisce di fondamento anche la leggenda secondo cui Giorgio Vasari in un secondo momento l’avrebbe coperta col suo dipinto che racconta la Battaglia di Scannagallo. Sotto Scannagallo mai ci fu Anghiari.

I lavori per la realizzazione del grande affresco in Palazzo Vecchio si interruppero prima della fase pittorica. Sono queste le conclusioni delle lunghe ricerche raccolte in un volume scientifico appena pubblicato, ‘La sala Grande di Palazzo Vecchio e la Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci.
Dalla configurazione architettonica all’apparato decorativo’ (Olschki).

“Leonardo non ha mai dipinto la Battaglia di Anghiari su quel muro”

“I nuovi studi ci hanno permesso di ridirezionare la ricerca – ha spiegato Francesca Fiorani, docente di storia dell’arte moderna dell’University of Virginia -.

Siamo passati dalla domanda fondamentale ‘dove sta la Battaglia di Anghiari’ a una domanda diversa, ovvero ‘c’è stata la Battaglia di Anghiari?’. Ecco, a questa domanda si può dare una risposta basata sulla rilettura dei dati noti e sullo studio di nuovo dati. Leonardo non ha mai dipinto la Battaglia su quel muro”.

“L’esistenza dei cartoni preparatori è provata e documentata”, ma “quella del dipinto, che conosciamo solo grazie a copie di altri fino ad oggi pervenute, invece no – ha detto la docente -.

I materiali che vennero forniti a Leonardo erano solo funzionali al cartone e alla preparazione della parete su cui avrebbe dovuto essere realizzato. Ma la preparazione stessa del muro andò male. E dunque la Battaglia non fu mai dipinta”.

Secondo quanto sostenuto finora, invece, Leonardo avrebbe iniziato l’opera, non portandola però a termine perché il dipinto si sarebbe rovinato. Colpa dei bracieri con cui voleva fissare i colori.

Nel 2011 l’opera fu oggetto di ricerche: furono praticati anche fori nel dipinto di Vasari sotto il quale si riteneva appunto potessero rinvenirsi tracce del perduto capolavoro del genio.

La leggenda del “nero della Gioconda”

Cecilia Frosinini, direttrice del dipartimento restauro pitture murali dell’Opificio delle Pietre Dure, ha smontato altre leggende. 

“Uno di quei tre famosi prelievi, tirati fuori bucando il lavoro del Vasari, fu magnificato come il ritrovamento del ‘Nero della Gioconda’.

Ma non esiste alcun nero tipico di Leonardo. Il punto è che questi tre celebri prelievi poi sono scomparsi: l’Opificio voleva analizzarli a fondo, ma non ci sono mai stati dati”.

Abbagli e leggende, colpa anche di Dan Brown

Per Marcello Simonetta, storico e ricercatore a Parigi e per The Medici Archivi Project, “ci si è accaniti per decenni ad andare a caccia di un fantasma anche in base all’idea, colpa di un libro di Dan Brown.

Secondo cui la frase ‘Chi cerca trova’, vergata da Vasari in uno stendardo del suo affresco sulla Vittoria di Cosimo I a Marciano in Val di Chiana, fosse una sorta di gioco ad enigma.

Un indizio a rintracciare nella parete sottostante il capolavoro perduto di Leonardo. Questa idea si è rivelata totalmente infondata”. (fonte Ansa)