“Atleta di Lisippo è dell’Italia”: Cassazione respinge il ricorso del Museo Getty

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 Dicembre 2018 14:46 | Ultimo aggiornamento: 4 Dicembre 2018 14:46
"Atleta di Lisippo è dell'Italia": Cassazione respinge il ricorso del Museo Getty

“Atleta di Lisippo è dell’Italia”: Cassazione respinge il ricorso del Museo Getty (Foto Ansa)

ANCONA – No della Corte di Cassazione al ricorso dei legali del Museo Getty di Malibu, California: la statua dell’Atleta vittorioso attribuita a Lisippo (IV secolo avanti Cristo) e da anni contesa tra l’Italia e il museo statunitense deve tornare nel nostro Paese. 

“Il Lisippo deve ritornare in Italia, è l’ultima parola della giustizia italiana”, ha spiegato all’ANSA il pm di Pesaro Silvia Cecchi, che ha seguito la lunga battaglia giudiziaria. 

La decisione dei giudici della Cassazione rende definitiva la confisca immediatamente esecutiva della statua “ovunque si trovi” disposta dal gip pesarese Giacomo Gasparini lo scorso giugno. “Abbiamo buone speranze – aggiunge il pm Cecchi – stiamo preparando la rogatoria internazionale”.

Per il Museo Getty di Malibu, dove l’Atleta vittorioso è esposto, potrebbe aprirsi la strada di un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Silvia Cecchi parla di un procedimento “estremamente complesso” che ha coinvolto vari settori del diritto, in primis quello penale, l’ordinamento italiano e quello Usa.

La statua era stata recuperata da un peschereccio di Fano (Pesaro Urbino) nel 1964 al largo di Pedaso ed era stata acquistata nel 1977 per circa 4 milioni di dollari da un commerciante d’arte tedesco. La magistratura pesarese si era pronunciata sulla vicenda nel 2009 e ne 2013, su richiesta della Procura, per la confisca del bronzo in quanto bene inalienabile dello Stato. Per due volte il museo americano ha ottenuto l’annullamento per vizi procedurali.

Ora “auspichiamo che al più presto le autorità statunitensi si attivino per favorire la restituzione del Lisippo all’Italia”: è il commento del ministro della Cultura, Alberto Bonisoli, contento che “finalmente si sia chiuso questo iter giudiziale e sia stato riconosciuto al nostro Paese il diritto di recuperare un’importantissima testimonianza del nostro patrimonio”. Questa notizia, continua, “ci ricorda l’importanza dei beni per l’identità delle comunità e dei territori. Speriamo che la statua possa tornare presto ad essere ammirata nei nostri musei”.