Luciano Ventrone, oltre il reale. La mostra alla Fondazione Stelline di Milano

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 4 febbraio 2019 15:05 | Ultimo aggiornamento: 4 febbraio 2019 15:11
Luciano Ventrone, oltre il reale. La mostra alla Fondazione Stelline di Milano

Luciano Ventrone, oltre il reale. La mostra alla Fondazione Stelline di Milano

MILANO – La Fondazione Stelline di Milano ospita la mostra Luciano Ventrone. Il limite del vero, retrospettiva curata da Angelo Crespi che ripercorre i momenti salienti del lavoro dell’artista romano, definito da Federico Zeri “il
Caravaggio del ventesimo secolo”: dalle cellule ingrandite al microscopio, poi messe a disposizione dei testi di neurologia, alle vivide nature morte che rimandano al maestro Merisi. 

Le trenta opere, alcune esposte al pubblico per la prima volta, vanno dagli anni Sessanta alla contemporaneità e mostrano, anche attraverso gli accostamenti non per cronologia ma per analogia, come l’uso sapiente della luce, del colore e una sorta di moderno pointillisme siamo i fili conduttori che hanno accompagnato l’intero lavoro dell’artista.

La luce, su tutti, è la regina delle opere di Ventrone. Le nature morte solo pretesti per mostrare illuminazioni diverse e modernissime. Sulle tele non vediamo frutti, fiori, foglie, ma vediamo la percezione che il nostro occhio e la nostra mente hanno di quei frutti, di quei fiori e di quelle foglie grazie all’illuminazione scelta ad hoc. Qui sta la differenza con il maestro ispiratore di Ventrone, Caravaggio, che dipingeva opere con una, o al più due fonti di luce.

La luminosità dei quadri di Ventrone è assolutamente attuale e in verità poco naturale, i cesti di frutta e i vasi di fiori sono rischiarati da molteplici fonti di illuminazione che li esaltano come opere d’arte in sé, per offrirli all’occhio dello spettatore in tutta la loro pienezza ed in ogni loro sfaccettatura. E l’occhio tende ad avvicinarsi alla tela, per scrutare il manufatto domandandosi se davvero sia pittura o non sia fotografia, questo iperrealismo contemporaneo che ricorda il ‘500-‘600.

Ma è pittura, anche se la fotografia è la base di lavoro di Veltrone. E’ pittura che va oltre il vero, grazie ad una luce che concede all’oggetto rappresentato una perfezione che va al di là della realtà, rimandando al sogno. In questo c’è l’astrattismo metafisico di Ventrone, pittore figurativo che oltrepassa la figura. 

 
LUCIANO VENTRONE. IL LIMITE DEL VERO
Dall’astrattismo all’astrazione
31 gennaio – 10 marzo 2019
Orario: martedì – domenica, h. 10.00-20.00 (chiuso il lunedì)
Ingresso libero
Fondazione Stelline, corso Magenta 61, Milano