Messalina, villa romana riaffiora al Pincio: decori egizi nel parco Villa Medici

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Dicembre 2014 13:11 | Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre 2014 13:11
Messalina, villa romana riaffiora al Pincio: decori egizi nel parco Villa Medici

Messalina, villa romana riaffiora al Pincio: decori egizi nel parco Villa Medici

ROMA – La villa romana di Messalina è riaffiorata al Pincio, proprio nel parco di Villa Medici a Roma. Una villa del I secolo dopo Cristo con arredi e decori in stile egiziano, mosaici, statue e un vasto sistema di giardini, fontane e ninfei.

La residenza imperiale di Messalina, moglie di Claudio, rappresenta una scoperta eccezionale. Fino ad oggi la villa era stata solo descritta dalle fonti storiche, ma ora dal nulla torna a far splendere la storia di questa imperatrice. Messalina, donna bellissima e dissoluta, amante del sesso e del potere, che fu sottoposta a “damnatio memoriae“, eliminata dai documenti storici e dai monumenti nonostante fosse una dei rappresentati della gens Iulia, famiglia dell’imperatore Augusto.

Laura Larcan sul Messaggero racconta che Messalina, pur di avere quella villa, fece uccidere il suo proprietario, il console Valerio Asiatico, promotore della congiura contro l’imperatore Caligola:

“Qui, però, Messalina vi trovò la morte col suo amante Silio, per mano del liberto Narciso inviato dallo stesso Claudio per vendetta. Ebbene, la sfarzosa residenza ha ora le sue prove archeologiche. Quelle riemerse dagli scavi avviati negli ultimi tre anni a Villa Medici, seguiti dalla Soprintendenza ai beni archeologici in sinergia con l’Accademia di Francia e la Sapienza, nell’ambito di lavori per ricavare locali di servizio dietro la cinquecentesca Falegnameria, che hanno riportato alla luce le strutture della residenza, ma soprattutto gli apparati decorativi dei suoi ambienti, databili alla prima metà del I secolo dopo Cristo (entro massimo il 50 d.C.)”.

A colpire sono soprattutto le decorazioni, che richiamano l’arte egizia:

“A sorprendere gli archeologi è la decorazione pittorica che molto spesso appare ispirata a quella sorta di “Egittomania”: «Lanciata dall’arrivo di Cleopatra a Roma al seguito di Giulio Cesare – avverte la Fortini – La moda di citare miti, stili, vezzi dell’antico Egitto che in età augustea imperava, con l’élite romana che gareggiava a farne sfoggio nelle proprie residenze».

Spiccano frammenti di faience egizia, quella tipica ceramica rivestita di pasta vitrea, probabilmente uscita dal laboratorio di un artigiano egizio impiantatosi a Roma. Una raffinatezza di motivi, che risente del gusto stilistico dell’epopea di Augusto. «Sono immagini tipiche dell’età augustea, che decorano gli ambienti con visioni da giardino, ossia con partiture scenografiche che illusionisticamente aprono finti scenari sulle pareti», racconta Stella Falzone, studiosa de La Sapienza”.

La villa poi è caratterizzata da un vasto e complesso sistema di giardini, giochi d’acqua e ninfei:

“alimentati dall’acquedotto Vergine, che rendevano uno spettacolo sublime questa residenza, divenuta di demanio imperiale sotto Claudio (o meglio, con Messalina). «Stimiamo che l’attuale estensione di Villa Medici, ricalchi in parte la residenza imperiale», avverte la Fortini. Non a caso un’altra speciale sorpresa è emersa durante i recenti lavori di restyling della biblioteca Hertziana di via Gregoriana.

Dai sotterranei, pochi giorni fa, gli archeologi Giulio Fratini e Francesco Moricone hanno rinvenuto una testa di Agrippina maggiore, insieme ad una testa di Musa. Tesori che riaffiorano dagli interri che avevano occultato un ninfeo, capolavoro architettonico della vasta residenza imperiale di Messalina che si estendeva fino a questa area. Rivestito di mosaici, sfoggiava un corteo di statue-ritratto della dinastia Giulio-Claudia. Dove spiccava appunto Agrippina, capostipite della famiglia, e madre del folle Caligola”.