Mostre: Giorgione a Padova, l’enigma del carro

Pubblicato il 12 Novembre 2010 3:00 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2010 18:13

La mostra che la citta’ di Padova dedica al Giorgione (pseudonimo di Giorgio o Zorzi da Castelfranco) coincide con i 500 anni della morte dell’artista, nato a Castelfranco Veneto (Treviso) nel 1478 e morto a Venezia nel 1510, probabilmente di peste, a soli 32 anni. Ospitata ai Musei Civici degli Eremitani ed aperta sino al 16 gennaio 2011, la rassegna, intitolata ”Giorgione a Padova. L’enigma del carro” (ovvero lo stemma dei Carraresi visibile sulla porta), propone una sessantina di opere, tra cui l’opera-icona ”La Tempesta”, che viene presentata con nuove prospettive interpretative.

La mostra, curata da Ugo Soragni, Davide Banzato e Franca Pellegrini, ospita numerose incisioni dell’amico e ”ispiratore” patavino Giulio Campagnola, strumenti scientifici e documenti storici. A queste si aggiungono importanti opere dei Musei Civici di Padova (Giorgione, Tiziano, Boccacino, Luini, Previtali e altri ancora) e prestiti significativi dagli Uffizi di Firenze, da Berlino, Francoforte, Napoli, Roma, Parma, Pavia e Brescia. Buona parte dei lavori indicano legami con l’opera giorgionesca e i suoi temi tipici, che vanno dai pastori ai paesaggi, dagli astrologi alle meditazioni sulla malinconia, dalla vita alla morte. La mostra patavina rappresenta un evento in qualche modo singolare perche’, partendo dall’interpretazione in chiave padovana di alcune opere di Giorgione, ricostruisce rapporti, evidenzia affinita’ culturali, suggerisce riferimenti iconografici e influenze reciproche tra lo stesso pittore e l’ambiente culturale, artistico e letterario di Padova, tra il XV e il XVI secolo.

L’esposizione, promossa dall’assessorato alla cultura del comune di Padova e dalla direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Veneto, intende approfondire in particolare proprio quale sia stato il rapporto di Giorgione con la citta’ del Santo, specie con alcuni luoghi o tradizioni, come il mercato delle piazze. E’ proprio ”La Tempesta” il dipinto che richiama il maggior interesse: il visitatore dopo la visione del quadro, con l’ausilio di tecnologia multimediale, ha la possibilita’ di scoprire alcuni particolari portano a pensare che ci siano dei richiami con il paesaggio della Padova dell’epoca.