Paolo Picozza: una recensione di 10 anni fa anticipa il riconoscimento di un grande artista

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 marzo 2019 14:28 | Ultimo aggiornamento: 28 marzo 2019 14:28
Paolo Picozza: una vecchia recensione di 10 anni fa, anticipa il riconoscimento di un grande artista

Paolo Picozza: una recensione di 10 anni fa, anticipa il riconoscimento di un grande artista (nella foto Canti per muraglioni)

ROMA – Paolo Picozza, una recensione di 10 anni fa riporta alla cronaca d’arte di oggi l’opera di un pittore morto troppo presto. L’articolo, pubblicato sul Messaggero da Maria Grazia Filippi nel gennaio del 2009, rappresenta forse la migliore celebrazione del suo genio.

Paolo Picozza sarebbe morto, improvvisamente, in una notte di settembre del 2010, nella sua casa di San Martino al Cimino. Proprio in quei giorni un suo grande dipinto era esposto in collettiva in una galleria del centro di Roma.

L’indirizzo della esposizione era, per una amara coincidenza ma anche auspicio, in via del Paradiso.

Da allora, i riconoscimenti si sono ripetuti e la fama ampliata. Per culminare, nel gennaio-febbraio 2019, in una grande mostra personale alla Accademia di Belle Arti di Roma,  nella Sala Colleoni e nella istituzione di un premio dedicato alla sua memoria. Il premio è stato assegnato a Claudia Roma per l’opera intitolata Viandante, del 2017. 

Come Paolo Picozza, ha scritto Giuliana Stella nella presentazione, anche Claudia Roma misura “nella natura e, attraverso di essa la singolarità dei sentimenti dell’uomo e della terra”.

La recensione di Maria Grazia Filippi uscì a cavallo fra due eventi importanti della breve vita di Paolo Picozza. Una prossima mostra a Tolosa, capitale aerospaziale della Francia e una mostra a Roma, intitolata Apnea: “Una mostra densa, visionaria, piena di rimandi e di ossequi alla sua città”.

Per Paolo Picozza, scriveva la critica, “non si tratta mai di far emergere un tema, quanto invece di dare spazio ad un discorso poetico”.

Confidava Picozza: “Mi piace concentrare il lavoro in un periodo molto intenso. Quasi delle vere apnee, come il titolo della mostra. Mi pice lavorare fino all’ultimo momento, continuando a mettere tutto in discussione”.

Chiosa la giornalista: “Per questo, gli straordinari paesaggi di Picozza, quei toni scuri che si squarciano improvvisamente in pennellate di vita colorata, quelle immagini di città malinconiche e vinte, sempre pronte a rinascere in un tratto di bianco più intenso, vanno molto al di là dell’esperienza concreta”.

Guardate la riproduzione del quadro in questa pagina di Blitz e vi persuaderete.