Pavia, ritrovato il più antico antifonario: risale al 1100 FOTO

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 luglio 2018 13:49 | Ultimo aggiornamento: 23 luglio 2018 13:49
Pavia, ritrovato il più antico antifonario: risale al 1100 FOTO

Pavia, ritrovato il più antico antifonario: risale al 1100 (Foto Ansa)

PAVIA – Importante scoperta a Pavia: alla Biblioteca universitaria è stato trovato un antifonario del 1100, forse il più antico finora conosciuto. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] A dare l’annuncio è stato il ministro della cultura, Alberto Bonisoli, che ha anche precisato che la pagina di pergamena manoscritta, antesignana dello spartito musicale, è stata ritrovata durante il restauro finanziato con l’Art Bonus dal Mibac di un volume del ‘600. Un ritrovamento, sottolinea, “che dimostra l’importanza della tutela e del rapporto con il mondo universitario e il suo sistema bibliotecario”

La scoperta è stata fatta da Alessandra Furlotti, la ricercatrice alla quale la Biblioteca universitaria di Pavia aveva affidato il restauro di tre libri della prima metà del Seicento, con legature di pregio, conservati nel Salone teresiano.

Proprio nel corso del restauro di uno dei libri (In Ecclesia Mediolanensi di Giovanni De Deis del 1628) si è verificato il distacco della controguardia posteriore del volume che ha restituito un foglio in pergamena manoscritta: era consuetudine che i legatori utilizzassero come materiale per rinforzare le rilegature frammenti di risulta di altri testi. La particolarità, spiegano dal Mibac, “è che si tratta di un foglio intero, ancora ben leggibile, nonostante sia stato cosparso di colla animale perché aderisse al cartone”.

Per le prime verifiche, è stato interpellato Dominique Gatté (esperto musicologo francese, specialista di musica medievale) il quale “ha confermato che si tratta di una pagina, pressoché completa, di un antifonario, ovvero un breviario che riportava anche le parti cantate della liturgia, sicuramente uno dei più antichi che è possibile studiare oggi, databile intorno al 1100 e collocabile nell’area di Novara”.

Il documento è anche decorato da una miniatura di difficile interpretazione, che rappresenta un animale mitologico con zampe colorate e fattezze di serpente. La pergamena ritrovata, sottolinea Paola Passarelli, direttore generale delle Biblioteche e Istituti culturali del Mibac, “è già stata inserita in un passe-partout che ne consente la lettura recto-verso, pronta per essere studiata”.

Il progetto completo RinnoviAMO la Bellezza è finanziato attraverso Art Bonus ed è stato avviato dalla Biblioteca lo scorso anno, in occasione del tricentenario della nascita di Maria Teresa d’Austria. Comprende il restauro delle legature di pregio di trenta opere edite tra il XVI e il XIX secolo di area italiana e austriaca, con copertine rare e preziose.

(Foto Ansa)