Piramidi, svelato il mistero della loro costruzione: la sabbia bagnata

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Maggio 2014 7:49 | Ultimo aggiornamento: 2 Maggio 2014 18:18

 

Piramide (Foto LaPresse)

Piramide (Foto LaPresse)

AMSTERDAM – Svelato il mistero che ha permesso la costruzione delle Piramidiper trasportare i pesantissimi blocchi di pietra, gli egizi non usavano nient’altro che la sabbia bagnata. Posizionavano i massi e le statue sopra alcune slitte che poi venivano trainate dagli schiavi. Questo è quanto emerge da una ricerca effettuata dalla Fom – Fondazione per la ricerca fondamentale sulla materia  dell’Università di Amsterdam, pubblicata a fine aprile sul Physical Review Letters, che ha dimostrato come il trasporto dei materiali pesanti possa essere reso più facile se avviene su un terreno sabbioso bagnato con l’aggiunta di acqua. Come spiega Maria Strada sul Corriere della Sera:

“In pratica, l’interazione tra l’acqua e la sabbia (capillarità) aumenta il modulo di scorrimento della sabbia e facilita lo scorrimento. La sabbia asciutta, a fronte del traino dei pesi, non solo provoca attrito, ma si accumula davanti al mezzo. Una sabbia troppo bagnata risulterebbe, invece, con un modulo di scorrimento troppo diminuito facendo così aumentare il coefficiente di frizione. Questo per la formazione di “ponti capillari”, cioè gocce microscopiche che favoriscono i legami tra i granelli di sabbia”.

Tale ipotesi sembrerebbe avere anche un riscontro in un’opera a geroglifici rinvenuta sul muro della tomba di Djehutihotep, vissuto intorno al 1850 avanti Cristo, in cui si vede come durante il trasporto dei massi la sabbia viene inumidita versando dell’acqua, appena prima del passaggio di una statua. Il risultato della ricerca del Fom dimostra che gli egiziani sono stati in grado di dimezzare la forza richiesta per lo spostamento di massi così pesanti. Nessun aiuto da parte degli extraterrestri dunque, come molti appassionati di ufologia continuano a sostenere, ma solo tecnica e capacità ingegneristica.