Prima Guerra mondiale in mostra a Vittoriano: condanne militari, foto esecuzioni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 maggio 2014 1:36 | Ultimo aggiornamento: 30 maggio 2014 1:38
Prima Guerra mondiale: condanne militari, foto esecuzioni in mostra a Vittoriano

Prima Guerra mondiale: condanne militari, foto esecuzioni in mostra a Vittoriano

ROMA – Documenti inediti e segretati della prima Guerra mondiale sono stati rinvenuti nell’altare della Patria, a Roma, e divengono ora una mostra a carattere storico allestita al Vittoriano. “La Prima Guerra Mondiale 1914-1918 Materiali e fonti“, questo il titolo della mostra curata da Alessandro Nicosia, che espone ordini di esecuzioni e sentenze dei tribunali militari del primo 1900.

Laura Larcan su Il Messaggero scrive:

“«Brazzini Bruno, nato nel 1893, meccanico, ora soldato nell’84esimo reggimento fanteria» è accusato di aver dato, attraverso una lettera spedita dalla zona di guerra, notizie diverse da quelle dei comunicati ufficiali, denigratorie dell’esercito e degli ufficiali. Era il 1916 e ad emettere la sentenza è il tribunale di guerra di Bassano. Anche «Cozzi Angelo, nato nel 1891, incensurato e aspirante ufficiale al 112° Reggimento fanteria», subisce la stessa accusa. La sua colpa è una lettera indirizzata alla moglie Maria con «affermazioni contrarie all’esercito». La sentenza porta la data del 1917, siglata dal tribunale speciale di guerra. Sono solo alcune delle sentenze di condanna di soldati italiani sul fronte della Grande Guerra che si leggono su manifesti che un secolo fa venivano affissi per le strade di Roma e di altre città come monito per la cittadinanza e soprattutto per gli altri soldati italiani”.

Le carte segrete della prima guerra mondiale riaffiorano e dal 31 maggio al 30 luglio saranno esposte al Vittoriano proprio in occasione del centenario della guerra. Marco Pizzo, direttore del Museo del Risorgimento, racconta:

“«I documenti ritrovati svelano una visione nuova della Grande guerra. Per la prima volta si potranno vedere gli originali delle sentenze dei tribunali militari, e i manifesti delle condanne a morte. Una documentazione emotivamente molto coinvolgente perché ci racconta l’intera vicenda del soldato, svelandoci perché ha fatto una diserzione, o perché si è rifiutato di combattere».

E il fondo delle foto censurate ha regalato un’altra sorpresa ancora, vale a dire gli originali dell’archivio fotografico dell’esercito austro-ungarico. In sostanza, tutte le immagini censurate del nemico, che documentano le esecuzioni capitali di soldati sul fronte italiano. Sulle carte d’epoca si legge «Reservet», censurato. E scorrendo fra le mani queste foto, colpiscono come un pugno allo stomaco anche le condizioni dei prigionieri italiani nei campi di concentramento austriaci. Uomini nudi ridotti ad agghiaccianti mucchi di ossa: «A vederle così sembrano foto della Shoah – osserva Pizzo – Questo fa capire che la tragedia della Prima guerra mondiale consiste nell’aver dato inizio a tutte le atrocità del ventesimo secolo»”.