Seduttore, bugiardo, razzista: il Fante che l' America censurò

Pubblicato il 26 Settembre 2005 12:00 | Ultimo aggiornamento: 26 Settembre 2005 12:00

da: Corriere della Sera

L’ articolo che qui pubblichiamo è parte dell’ introduzione di Sandro Veronesi al romanzo di John Fante «La strada per Los Angeles», in uscita per Einaudi Stile libero a cura di Emanuele Trevi (pagine 145, euro 11) Attenzione: colui che entrerà in scena all’ inizio di questo romanzo, in qualità di umile spalatore di fossi, è uno dei personaggi più leggendari prodotti dalla letteratura moderna. Attenzione ad Arturo Bandini, il possente scrittore, lo spietato condottiero, l’ invincibile mezzofondista, l’ amante irresistibile, il tenero figlio che dà sangue e sudore per mantenere una famiglia di femmine parassite. Bandini l’ immortale, orgoglio d’ Italia e d’ America; l’ astuto Bandini che nessuno mette nel sacco; egli sta per fare la propria comparsa e conquisterà il mondo. Attente a voi, donne, poiché è un Superuomo, e vi umilierà! Egli nascerà nella prima riga di questo romanzo, col suo ego insuperabile, e nel giro di una sola pagina scaverà fossi, laverà piatti, scaricherà camion, e abbandonerà sprezzante ognuno di questi lavori miserabili, ispirato dalla propria immensa dignità. Tutto nel giro di una sola pagina. Cos’ è mai una pagina, nello spazio infinito della letteratura? Eppure al precocissimo Arturo Bandini essa basta per nascere e per raggiungere il rango di eroe immortale. State in campana, mezze calzette! E, soprattutto, fate attenzione voi, sfruttatori del popolo! (…) E guai a voi se oserete sfidarlo: se lo accuserete dovrete…

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