Torino, museo egizio: mummie e sarcofagi da oggi sul web

Pubblicato il 18 ottobre 2011 15:00 | Ultimo aggiornamento: 18 ottobre 2011 15:16

TORINO – Da oggi la collezione del Museo Egizio di Torino, il secondo museo egizio dopo quello del Cairo, e' sul web. Si possono osservare e studiare, stando da casa, 11.000 reperti, catalogati con MuseumPlus, il piu' sofisticato sistema software museale esistente. Ma presto saranno di piu'.

''Si tratta di un work in progress – ha detto la direttrice Eleni Vassilika, durante la presentazione oggi a Torino – a cui sta lavorando, da tre anni, un'ottima squadra. Volevamo portare il nostro museo nel mondo''.

''Il Museo Egizio – ha detto il presidente Alain Elkann – pur incrementando ogni anno i visitatori, non potra' mai venir visitato da milioni e milioni di persone, che sono gli utenti della rete. Molti dei visitatori sul web magari poi verranno a Torino per godere da vicino di questi beni''.

Il Museo Egizio di Torino e' il primo in Italia ad impiegare il MuseumPlus, un sistema giudicato ottimo anche per ricercatori. ''La ricerca e' uno dei nostri settori di riferimento – ha detto Elkann – non a caso da quest'anno siamo diventati un Istituto di Ricerca, al quale, tra l'altro, e' possibile fare donazioni.

Il mondo dell'antichita' egizia e' da sempre un campo che attira visitatori, amatori, pittori, registi, artisti vari, ma anche ricercatori da tutto il mondo. Vogliamo condividere con il mondo questi reperti, consapevoli che oggi avere e sviluppare un grande museo, in grado anche di competere con gli altri grandi musei sul web, significa attirare in loco migliaia di persone''.

Per l'Egizio di Torino questo e' un momento importante. I visitatori sono in continuo aumento: nel 2011 sono stati finora 600.000, ovvero il totale di quelli dell'intero 2010; stanno aumentando gli stranieri che in estate sono stati il 52%; e' finita la fase dei lavori preliminari per la riorganizzazione del museo consistente negli scavi e a giorni iniziera' la prima fase che finira' nel 2013, mentre la seconda e ultima, si chiudera' nel 2015, per un totale di spesa di 52 milioni di euro.

Nonostante i lavori il museo non ha mai chiuso e mai chiudera'; il 15 novembre si riunira' il nuovo comitato scientifico con un nuovo presidente, Antonio Loprieno, rettore dell'Universita' di Basilea, e un nuovo membro, Rita Freed, direttrice del dipartimento di Egittologia del Fine Arts di Boston.