Villa Reale di Monza, Legambiente attacca per la concessione al privato

Pubblicato il 8 Ottobre 2011 0:00 | Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre 2011 13:15

Villa Reale (foto LaPresse)

MONZA –  Per osservare il panorama dal piano “belvedere” della Villa Reale di Monza potrebbe essere necessario consumare un pranzo in un ristorante extra-lusso, e pagare un conto di più di 100 euro. Non è un film dell’orrore, ma quello che potrebbe accadere di fatto al grandioso impianto architettonico progettato dal Piermarini nel 1700.

Nel mirino degli avvocati consultati dal Comitato per il parco di Monza e Legambiente c’è una procedura che, a fronte di un concorso molto minoritario alle spese per la ristrutturazione di alcune parti della Villa, attribuisce ad un privato l’uso per 22 anni del monumento nazionale.

Gli oneri a carico del concessionario ammonterebbero a meno del 20% del costo di ristrutturazione (stimato in circa 23 milioni di euro). «Riteniamo che l’assegnazione che è stata fatta sia svantaggiosa per quel che riguarda la tutela del bene – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia – auspichiamo indubbiamente il concorso dei privati alla gestione dei beni monumentali della Lombardia, ma questo non deve avvenire a spese della fruizione pubblica dei beni stessi, né diventare occasione di arbitrio o speculazione». E per questo Legambiente ha fatto ricorso al Tar.

«Non abbiamo chiesto la sospensione dell’accordo, che dovrebbe durare 22 anni, perché i primi due anni sono destinati alla ristrutturazione della Villa. Vorremmo però che si vada a sentenza, perché riteniamo che ci sia stata una violazione del codice unico dei beni ambientali. Le persone devono poter vedere Villa Reale, pagando un biglietto per carità, ma ci deve essere un orario di apertura al pubblico. Non può accadere che la Villa non sia accessibile perché è in corso un ricevimento privato», conclude Di Simine. La replica della Regione Lombardia non si è fatta attendere.

“Come è stato più volte ribadito, la Villa Reale – si legge in una nota – resta di proprietà pubblica, l’utilizzo sarà pubblico 365 giorni all’anno, per manifestazioni, mostre e appuntamenti istituzionali del territorio, nazionali e internazionali. Il privato gestirà anche servizi necessari in ogni museo o dimora storica, quali bookshop, ristorante, caffetteria, con ricavi indispensabili per la manutenzione e gestione dell’immobile, che sarà per 20 anni a totale suo carico. Come è chiaro per quasi tutti ormai il mix pubblico privato è la soluzione più moderna ed efficace per gestire grandi beni architettonici e museali come la Villa Reale. La speranza è che lo capiscano anche gli ultimi irriducibili che continuano a sollevare una polemica vecchia e senza ragioni”.

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