YOUTUBE Museo Egizio, video di Andrea Crippa (Giovani Padani) scatena gli insulti

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 gennaio 2018 19:43 | Ultimo aggiornamento: 21 gennaio 2018 19:43
Museo-Egizio-crippa

Il Museo Egizio (Foto Ansa)

TORINO – I Giovani Padani protestano contro il Museo Egizio per l’iniziativa di far pagare un solo biglietto agli arabi che si presentano in coppia. Lo fanno con un video postato su Facebook da Andrea Crippa. E l’istituto torinese viene bombardato da telefonate di insulti.

Per quella iniziativa nei confronti dei visitatori arabi denunciata da Crippa nel video gli uffici dell’ente continuano a ricevere telefonate di insulti, gli stessi che si possono leggere anche nei commenti sul profilo social del museo. E l’attività del centro di prenotazioni subisce rallentamenti e intoppi.

Per questo è stata aperta un’inchiesta e nei prossimi giorni la Digos di Torino avvierà gli accertamenti, dopo avere esaminato la denuncia alla Procura presentata dai legali della Fondazione del museo.

Nessuna parola di commento dai vertici dell’Egizio, la presidente Evelina Christillin e il direttore Christian Greco. Per il Museo Egizio “vi sono motivi plurimi per il ritenere che il video” nel quale Crippa parla con un presunto impiegato dell’Egizio, “sia una montatura mirata a denigrare” e “si riserva ogni opportuna azione legale all’esito delle indagini che saranno svolte dalle autorità competenti”.

Il caso era già stato sollevato, all’inizio dell’anno, da esponenti di Fratelli d’Italia e della Lega. “Il video di Crippa – spiega una portavoce dell’Egizio – ha rinfocolato quelle polemiche sulle quali non intendiamo entrare. Ribadiamo solo che il nostro compito è quello di creare ponti, di allargare il dialogo, favorire l’inclusione. E constatiamo con soddisfazione che le parole di solidarietà sono di gran lunga superiori ai commenti beceri. Facciamo tante iniziative di promozione – continua la portavoce dell’Egizio, nessuno si è mai lamentato se la rivolgiamo a turisti anglo-sassoni. La lingua araba è una delle 7 usate nelle nostre audioguide, è normale che si siano iniziative anche per la parla”.