“Barack è il messaggio”. Il commento di Vittorio Zucconi sul viaggio di Obama in Africa

Pubblicato il 12 Luglio 2009 14:34 | Ultimo aggiornamento: 12 Luglio 2009 14:34

«Soltanto un uomo con la sua storia e il suo volto sarebbe potuto saltare dal Vaticano al cuore più nero della turpitudine coloniale bianca e dire all’Africa quello che ieri Obama ha detto in Ghana: “Yes, you can”». Con queste parole Vittorio Zucconi apre su Repubblica il suo commento al viaggio di Barack Obama in Africa dal titolo “Barack è il messaggio” e che BlitzQuotidiano vi propone come Articolo del giorno.

Zucconi sostiene che Obama sia per l’Africa il simbolo del figlio della terra nera che ce l’ha fatta e che infonde fiducia a tutto il suo popolo. Una sorta di messia che potrebbe, finalmente, aprire un reale canale comunicativo tra il mondo ricco e il continente subsahariano.

 «Obama è una “piccola Africa” lui stesso, un uomo nato nelle condizioni più sfavorevoli che l’America del Nord potesse offrire, chiuso nel ghetto della propria pelle. Mezzosangue; figlio di una madre poco più che “sedotta e abbandonata”; sballottato attraverso le Praterie, il Pacifico, l’Indonesia, le Hawaii; portatore di un nome che sarebbe divenuto, dopo l’11 settembre, tossico, come Hussein. Sempre esposto alle tentazioni della strada e ai richiami di una comunità di colore che ancora diffida e disconosce il nero che vuole “comportarsi da bianco”. E alla fine sarebbe diventato “il Re Guerriero”, il Presidente della più potente tribù della Terra. Dunque può dire a chiunque, sia esso un Ghanese o un orfano della South Side di Chicago: “yes, you can”. Se io ho potuto, così puoi tu».