Berlusconi e i suoi “alleati sempre inquieti”. L’analisi di Stefano Folli sul Sole 24 Ore

Pubblicato il 15 Ottobre 2009 19:29 | Ultimo aggiornamento: 15 Ottobre 2009 19:29

143605_GB103_AP«Passano i giorni, in un quadro generale molto confuso, ed emerge con chiarezza solo un punto. Il presidente del Consiglio e i suoi collaboratori sono concentrati sui tribunali, sui processi, sulle sentenze. Quelle passate e soprattutto quelle a venire». Inizia così il pezzo di Stefano Folli “Per Berlusconi l’incognita di alleati sempre inquieti” sul “Sole 24 ore” che proponiamo come articolo del giorno.

Folli parte dalla promozione del giudice Mesiano, «occasione per un un attacco concentrico al magistrato e ovviamente allo stesso Csm» per fare un’analisi degli equilibri di potere in Italia.

« Leggi o leggine “ad hoc” devono passare sulla scrivania di Giorgio Napolitano e l’atmosfera tra il Quirinale e Palazzo Chigi è quella che conosciamo. Sulla carta, una maggioranza determinata può costringere il presidente della Repubblica ad accettare un provvedimento rifiutato in prima istanza. Ma una simile procedura moltiplicherebbe le tensioni e ci porterebbe di nuovo a sfiorare la crisi istituzionale. Fino a quando la vita pubblica potrebbe sopportare un contrasto così aspro e soprattutto privo di sbocchi prevedibili?» continua Folli che infine si chiede cosa succederà in futuro in tema di alleanze al governo.

« Ma domani cosa accadrà? Bossi è prudente, anche perché il suo elettorato potrebbe non gradire i rischi di un’avventura estrema al solo scopo di salvare il premier. Quanto a Fini, il presidente della Camera è favorevole alla separazione delle carriere dei magistrati, ma contrario a subordinare i pubblici ministeri al potere esecutivo. Per ora è solo un segnale, ma abbastanza chiaro. Come l’invito a cercare maggioranze larghe in Parlamento se si vuole correggere la Costituzione. Segnali, appunto. Ma sufficienti a far capire a Berlusconi che nulla è più scontato nel centro-destra».