La via della Cina per i Piccoli. Dario Di Vico sul Corriere della Sera

Pubblicato il 2 Novembre 2010 10:57 | Ultimo aggiornamento: 2 Novembre 2010 11:02

Dario Di Vico parte dall’analisi dell’Expo di Pechino per raccontare, sul Corriere della Sera, che il Made in Italy in Cina può avere un suo spazio significativo. Il padiglione italiano, infatti, è stato visitato da 7 milioni di persone e anche l’export verso il mercato più grande del mondo è in continua ascesa. BlitzQuotidiano vi propone l’analisi di Di Vico come Articolo del giorno.

Si fa presto a dire Cina. Il dibattito sulla penetrazione commerciale del made in Italy nella terra dei mandarini è ancora agli inizi. Di positivo c’è che pare animato da quell’ottimismo della volontà senza il quale le nostre imprese non avrebbero raggiunto i risultati di sempre. I dati Istat degli ultimi mesi, poi, sicuramente servono a dimostrare che «si può». Nei primi sei mesi del 2010 le esportazioni sono salite del 23% ma poi hanno accelerato: +48,5% in luglio, +60,7% in agosto e +47,8% in settembre.

Non è follia dunque. E un test delle chance italiane è stato sicuramente rappresentato dal successo di pubblico fatto registrare dal padiglione italiano all’Expo universale di Shanghai. Circa sette milioni di visitatori sui 72 complessivi autorizzano a dire che uno su dieci abbia deciso che valeva la pena fare ore di coda pur di vedere una rassegna del made in Italy e della cultura tricolore. Non è poco. Indica uno spazio potenziale di mercato sul quale investire idee e risorse.

Per avere un parametro di riferimento il nostro export cinese oggi conta in valori assoluti poco più dell’austriaco ed è ancora quasi la metà dello svizzero, mercati infinitamente più piccoli. […]