“A Kandahar dove regna il terrore. Chi lavora per il governo muore”. Davide Frattini sul Corriere della Sera

Pubblicato il 8 Novembre 2010 10:05 | Ultimo aggiornamento: 8 Novembre 2010 10:05

Davide Frattini è embedded con la Task Force Raider, con gli americani a Kandahar. Il giornalista del Corriere della Sera racconta l’Afghanistan dove chi lavora per il governo muore. Blitzquotidiano vi propone “A Kandahar dove regna il terrore” come articolo del giorno.

I fantasmi si spostano in moto, due alla volta, spettri barbuti armati di pistola. Pedinano le vittime che sanno di essere vittime: per il lavoro che hanno scelto, per le minacce al telefono, per le lettere di intimidazione depositate la notte davanti alla porta di casa. Studiano i sentieri quotidiani attraverso il traffico posseduto di Kandahar. Casa-ufficio-casa, la tappa in moschea (così è stato ucciso il 19 aprile il vicesindaco Azizullah Yarmal, mentre pregava), la sosta dal fornaio (così giovedì è stato ammazzato Ahmadullah, funzionario al dipartimento provinciale dell’Educazione, la figlia per mano e l’ovale di pane piegato sotto al braccio).

La squadra della scientifica sta in uno scantinato diffidente, quartier generale della polizia provinciale. Se fosse un civile, Bruce Ridlen avrebbe il grado di detective e più voglia di conversare. Indossa la divisa della polizia militare e istruisce agenti afghani che non hanno mai sentito parlare di scena del delitto o raccolta delle prove. «Abbiamo ricostruito la tecnica dei cheroki, gli attacchi fantasma, come li chiamano in lingua pashtu. È sempre la stessa: due uomini in moto, il passeggero scende e cammina dietro la vittima, colpisce tra la folla, nel caos della città». (…)