“Con la cultura non si mangia? E’ un’industria da 68 miliardi”: Giovanni Valentini su La Repubblica

Pubblicato il 27 Giugno 2011 10:45 | Ultimo aggiornamento: 27 Giugno 2011 11:01

La cultura, cioè il cinema, i musei, il patrimonio storico-artistico, è il vero “petrolio” dell’Italia. Così Giovanni Valentini, mostrando i dati di Unioncamere e Fondazione Symbola, risponde all’affermazione “con la cultura non si mangia” del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, in un pezzo che Blitz quotidiano vi propone come articolo del giorno.

Se qualcuno pensa ancora che “con la cultura non si mangia”, ha motivi più che sufficienti per ricredersi e anche fare indigestione. Tanto più che l’Italia, con appena 60 milioni di abitanti e 300 mila km quadrati di superficie, ha la fortuna di detenere il più grande patrimonio storico e artistico del mondo. E questa, in mancanza di risorse naturali, resta la fonte principale a cui il Belpaese può attingere.

E in questo modo l’Italia può riprendere a crescere nella competizione globale, difendendo e magari rafforzando la sua posizione sul mercato internazionale del turismo. Mentre il governo si appresta a varare una manovra finanziaria da oltre 40 miliardi di euro per ridurre il nostro colossale debito pubblico, rimettere i conti sotto controllo e sfuggire così agli attacchi della speculazione, arriva a proposito una ricerca di Unioncamere e della Fondazione Symbola, di cui è presidente Ermete Realacci, a documentare l’importanza di questo settore.

Nel 2010, l’industria culturale italiana ha superato i 68 miliardi di euro, corrispondenti al 4,9% del valore aggiunto complessivamente prodotto dalla nostra economia. Sul piano dell’occupazione, ciò significa 1,4 milioni di addetti, pari al 5,7% del totale (fonte: Istituto Tagliacarne). […]

Addirittura in controtendenza risulta poi il trend occupazionale, in virtù di un aumento di quasi un punto percentuale (+0,9%) a cui si contrappone la flessione subita a livello generale (—2,1%): in valori assoluti, una crescita di 13mila addetti nel segmento culturale rispetto a una contrazione di oltre mezzo milione nell’intero sistema economico. [continua…]