Eugenio Scalfari: “L’intervento di Draghi può salvare l’Europa”

Pubblicato il 29 luglio 2012 12:30 | Ultimo aggiornamento: 29 luglio 2012 12:30

ROMA – L’Europa resterà zoppa, e quindi sarà destinata al fallimento, oppure si avvierà a diventare uno Stato federale, come sognarono i fondatori della Ue? E’ quello che si chiede Eugenio Scalfari nel suo editoriale su Repubblica:

Il vero problema dunque è quello di passare gradualmente da un sistema di Stati confederati ad uno Stato federale. La crisi che sta scuotendo tutto l’Occidente e addirittura tutto il pianeta da cinque anni e in particolare negli ultimi due, ha questo di salutare: gli scossoni hanno dimostrato la fragilità del sistema confederato. O salta tutto e gli staterelli europei precipiteranno nell’irrilevanza, o la costruzione federale acquisterà slancio ed energia propulsiva.

E chi può guidare quest’evoluzione che non ha alternative se non la sola istituzione europea indipendente dai governi che si disputano una sovranità sempre meno significante? Chi, se non la Banca centrale europea? Questa verità l’abbiamo enunciata molte volte su queste pagine e da ultimo domenica scorsa, motivando anche con il calendario. Si prevedono da cinque a dieci anni per la nascita graduale dello Stato federale. Si prevede a dir poco un anno per l’unione bancaria. Ma nel frattempo la mazza ferrata della speculazione batte quotidianamente sulla fragilissima incudine della finanza, dei tassi di interesse, dell’economia reale. E ancora una volta, chi può e deve intervenire da subito per frenare il martello e rafforzare l’incudine? Chi, se non la Bce? E se non ora, quando? (…).