“Haiti, viaggio nell’inferno del mondo”: Francesco Semprini sulla ‘Stampa’

Pubblicato il 26 Novembre 2010 16:52 | Ultimo aggiornamento: 26 Novembre 2010 16:55

Viaggio in un isola dove l’inferno è arrivato quasi un anno fa e il paradiso non è più tornato. Parliamo di Haiti, sconvolta dal terremoto e ora da un’epidemia di colera. E’ Francesco Semprini, in un reportage sulla ‘Stampa’ a condurci nell’isola dove ancora centinaia di persone continuano a morire di fame e malattia.

“Quella musica a metà tra lo swing e l’etnico – si legge nel reportage della Stampa – vuole essere di buon auspicio ed esorcizzare il destino dannato di questo popolo senza pace. Nel corso dei dieci mesi trascorsi dal terremoto, che ha causato 250 mila vittime e lasciato 1,3 milioni senza casa, gli haitiani hanno dovuto fare i conti con un’alluvione, un uragano e una ricostruzione di cui non sembra esserci traccia. Sulle piste dello scalo non ci sono più i C130 militari o le truppe americane in assetto antisommossa, ma basta uscir fuori per capire di essere di nuovo nel cuore di tenebra caraibico”.

“Il tenente colonnello Nicola Mangialavori ci viene a prendere tra la folla di disperati che si accalca all’entrata dello scalo – si legge ancora – L’ufficiale coordina il contingente di carabinieri inviato sull’isola nell’ambito del Minustha, la missione di stabilizzazione delle Nazioni Unite. Ci fornisce un primo quadro della situazione colera. Secondo i dati ufficiali l’epidemia ha causato già 1523 morti e colpito oltre 20 mila persone. Le stime più pessimistiche parlano di un numero potenziale di 400 mila contagi entro le prossime settimane. «Il problema principale è l’acqua», ci dice il colonnello, e non solo quella corrente perché alcuni esami hanno rivelato la presenza del batterio anche in bottiglie sigillate prodotte localmente”. (…)