“I Paesi ricchi e gli aiuti all’Africa. Cinque euro e 18 cent a persona”. Il commento di Gian Antonio Stella sul “Corriere”

Pubblicato il 13 Luglio 2009 12:30 | Ultimo aggiornamento: 13 Luglio 2009 12:30

Una luce puntata sulle contraddizioni degli aiuti stanziati dal G8 per i Paesi africani. La denuncia di un sistema che ha dell’assurdo e che arriva a destinare alle popolazioni povere lo 0,13 per cento dei soldi stanziati invece per far rialzare i Paesi ricchi dalla crisi economica. Tutto questo è “I Paesi ricchi e gli aiuti all’Africa. Cinque euro e 18 cent a persona”, in commento che fa oggi Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera e che BlitzQuotidiano vi propone come Articolo del Giorno.

Una riflessione su quei cinque euro e 18 centesimi l’anno, cioè 43 centesimi al mese – come si legge nell’articolo – destinati dai grandi della Terra ad ogni africano. Una cifra che, presa nel suo complesso, è molto meno di quanto gli stessi Grandi si sono “auto-destinati” per affrontare la recessione.

«Due conti? Stando a un rapporto della Bank of England, Financial Stability Review, gli Usa, i Paesi dell’area euro e la Gran Bretagna hanno investito in aiuti vari contro la crisi (comprese le garanzie) 14.800 miliardi di dollari. Una somma stratosferica. In rapporto alla quale, se i Paesi ricchi avessero accolto l’invito a versare lo «0,70% delle risorse stanziate dai provvedimenti nazionali anticrisi», avrebbero dovuto mettere insieme 103,6 miliardi di dollari. Cinque volte più di quei 20 miliardi decisi a L’Aquila (i più tirchi siamo noi, che tagliamo e tagliamo dal 1993) pari appunto allo 0,13%. Insomma, ogni mille euro andati ai «ricchi» ne andranno ai poveri 13. Per carità, può darsi che le due tabelle non siano perfettamente confrontabili. Ma certo fa effetto mettere a confronto i toni dell’annuncio per quei «venti miliardi di dollari in tre anni!» con i grandi numeri. Non solo quei venti miliardi (pari a circa 14,4 miliardi di euro) sono pari a un trentunesimo di quanto persero le sole Borse europee nella sola giornata nera del 21 gennaio scorso. Ma in rapporto ai 920 milioni di abitanti del continente nero, ammesso che quei soldi siano reali e arrivino solo lì, significano 21,7 dollari per ogni africano in tre anni. Cioè, come dicevamo, 5 euro e 18 cent l’anno a persona. Cosa ci viene ripetuto da sempre: che bisogna smettere di regalare ai miserabili un pesce perché è meglio dargli una canna e insegnar loro a pescare? Bene: con quei soldi un africano può comprare, una volta l’anno, si e no un amo e due metri di filo. La canna e i vermi deve procurarseli da sé. Dopodiché, s’intende, gli resterà il problema dell’acqua».