“Il Web è morto. Lunga vita ad Internet”. Chris Anderson e Michael Wolff per Wired

Pubblicato il 18 Agosto 2010 18:24 | Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre 2011 12:58

“Il web è morto. Lunga vita a internet”: titola così l’articolo che campeggia sul numero di Wired di questo mese, articolo che, provocatoriamente, predica un futuro non troppo roseo per i netizen. Nel pezzo, scritto dal direttore Chris Anderson assieme al giornalista di Vanity Fair Michael Wolff, già dal titolo si intuisce la provocazione. I due fotografano la situazione della rete com’è oggi, decretandone la morte. Ma il “decesso” riguarda solo una delle mille attività che si svolgono online, ossia la navigazione o web surfing, come si dice oltreoceano.

Il nuovo trend è tutto da ricercare nello “sfruttamento” delle potenzialità di internet da parte degli utenti. Oggi un cybernauta accede alla rete per un fine ben specifico, fine che corrisponde di solito a una delle forme di utilizzo della rete. Sì, perché non esiste solo la navigazione come agli albori della prima rete locale: oggi internet si usa per vedere film, telefonare, effettuare acquisti, scaricare file e molto altro.

“Two decades after its birth, the World Wide Web is in decline, as simpler, sleeker services — think apps — are less about the searching and more about the getting. Chris Anderson explains how this new paradigm reflects the inevitable course of capitalism. And Michael Wolff explains why the new breed of media titan is forsaking the Web for more promising (and profitable) pastures. You wake up and check your email on your bedside iPad — that’s one app. During breakfast you browse Facebook, Twitter, and The New York Times — three more apps. On the way to the office, you listen to a podcast on your smartphone. Another app. At work, you scroll through RSS feeds in a reader and have Skype and IM conversations. More apps. At the end of the day, you come home, make dinner while listening to Pandora, play some games on Xbox Live, and watch a movie on Netflix’s streaming service. […]