“La Thatcher cammina ancora a testa alta”, Mirella Serri su La Stampa

Pubblicato il 23 Gennaio 2012 13:46 | Ultimo aggiornamento: 23 Gennaio 2012 13:50

Meryl Streep nei panni di Margaret Thatcher (Lapresse)

LONDRA – Margaret Thatcher femminile e a testa alta, molto più della versione cinematografica di Meryl Streep: così Mirella Serri su La Stampa costruisce un ritratto inedito della Lady di ferro di Downing Street, grazie alla testimonianza di Carla Powell, amica dell’ex premier inglese e moglie di Charles Powell, National Security Advisor negli anni del suo governo.

“Oddio, ma è lei in carne e ossa!”, mi sono detta. Meryl Streep è una specie di clone di Margaret Thatcher, non solo per il trucco ma nei tic, nel modo di fare dell’ex premier inglese. Però la Thatcher, anche se molto malata, non l’ho mai vista così distrutta, trascinare i piedi con quell’aria stanca e persa che ha nel film. Ancora oggi ha un incedere eretto e sicuro come quello di un tempo”, racconta Carla.

Ecco il resto del racconto che Blitzquotidiano propone come articolo del giorno:

«Sono stato con lei notte e giorno, si lavorava fino a mezzanotte e ci si rivedeva alle sei di mattina. Il primo ministro dormiva al massimo tre ore», ricorda il diplomatico che, al contrario di sua moglie, non vuole assistere allo spettacolo anche se ha avuto vari incontri, per aiutarla a entrare nella parte, con la Streep (che per la sua interpretazione già si è conquistata il Golden Globe e forse porterà a casa l’Oscar). «Mi sembra impietoso mettere in scena la storia di una persona sofferente e ancora in vita che va, invece, soprattutto ricordata come una grande statista e una pugnace condottiera», osserva Powell appena rientrato da Londra.

«La prima volta che ho incontrato la Thatcher ho avuto la sensazione che si trattasse di una persona assai speciale: voleva, lo diceva lei stessa, mettere in discussione l’indiscutibile», rammenta sir Charles. «Ho vissuto con lei un’avventura esaltante, traghettare il paese oltre la crisi economica. Questo ha voluto dire impegnarsi nell’aumento della tassazione indiretta, nella riduzione del potere dei sindacati e dello statalismo. Aveva una memoria eccezionale durante un acceso scontro politico, al Question Time ai Comuni, ripercorse i differenti tassi di inflazione del Regno a ritroso, fino alla fine dell’800 una capacità di documentarsi e di imporre, anche a colpi di dati, le sue opinioni. Nelle strade che imboccava spesso era sola, poche erano le persone, anche tra i conservatori, che riuscivano a seguirla. La definirei più un Lenin che un politico democratico».

Il film la rappresenta proprio così, isolata in un mondo di uomini. «Era caratterizzata da una grande femminilità – osserva Lady Carla -. Aveva un modo di accavallare le gambe – ma è solo un esempio – che fuoriusciva dal cliché che la indica rigida e mascolina. Le sono stata molto vicina: per una donna primo ministro c’era bisogno, diciamo così, di una “moglie”, di una signora che intrattenesse le consorti a pranzi e colazioni. Me la ricordo a Bonn, a una cena ufficiale. Quando siamo rimasti in pochi, si è versata un bicchiere di whisky, ha gettato via le scarpe e ha cominciato a discutere del prezzo delle patate. Il taglio della spesa che ha operato a livello pubblico corrispondeva al suo carattere. È sempre stata un’attenta risparmiatrice. Al numero 10 controllava che le luci fossero tutte spente. Io le compravo in Italia gli scampoli di tessuti con cui confezionarsi i tailleur. La prima volta che andò in visita a Gorbaciov in Russia le prestai io un colbacco».