Articolo del giorno

Banca Carige e l’agenzia fantasma: Mario Gerevini sul Corriere della Sera

6 settembre 2013 13:17 - di Redazione Blitz

Cosa succede nelle nostre banche? Vi proponiamo come articolo del giorno quello di Mario Gerevini sul Corriere della Sera “Quell’agenzia fantasma di Carige Tutte le carte dei favori in banca”. Una storia che fa venire i brividi a chiunque abbia qualche risparmio in banca: “C’è un’istantanea scattata da Bankitalia nel verbale ispettivo su Banca Carige che racconta più di ogni altra a quali soggetti si aprissero le porte del credito e come certe pratiche viaggiassero sotto protezione. Sono le poche righe in cui si fa riferimento a un certo Cavallini oltre che alla curiosa posizione del Banco Nacional de Cuba.

“Il viaggio del Po s’arena contro l’isola dei rifiuti”: Beppe Minello su La Stampa

25 luglio 2013 15:21 - di Redazione Blitz

Il Po, il fiume più grande d’Italia, ispezionato da Beppe Minello per La Stampa, all’altezza della prima città, la più importante fra quelle attraversate dal “Pados”: Torino. Il lettore non si aspetti un idillio: qui si parla di isole di spazzatura e degrado dei Murazzi. Ve lo proponiamo come articolo del giorno: “Vista dalla passerella del Fioccardo fa schifo. Andarle vicino in barca è un orrore puzzolente. L’«isola» di detriti, tronchi e rifiuti che da fine maggio praticamente chiude un’arcata della passerella che permette a pedoni, runner e ciclisti di attraversare il fiume, rendendo indimenticabile una passeggiata nel verde, è l’esempio più eclatante dello stato di abbandono in cui versa il Po nei circa 10 chilometri d’acqua che vanno dalla diga di piazza Vittorio ai ponti e alle rapide all’altezza di Moncalieri. Un problema denunciato l’altra sera anche in Consiglio comunale: «Signor sindaco, quando puliamo?» ha chiesto Grimaldi di Sel. «A giorni» è stata la risposta di Fassino. Ieri, alle società canottiere, è arrivata la comunicazione che i lavori dovrebbero svolgersi da lunedì al primo agosto. Ma gli sportivi sono insorti: «Ci sono i Master Games, come ci alleniamo?».

Edward Snowden, il fantasma dell’aeroporto di Sheremetyevo

24 luglio 2013 06:40 - di Redazione Blitz

Tonia Mastrobuoni de La Stampa è andata all’aeroporto di Sheremetyevo, Mosca, sulle tracce di Edward Snowden, la spia più ricercata del mondo. Non l’ha trovato: il suo reportage, che Blitz quotidiano vi propone come articolo del giorno, è la cronaca di un fallimento: “Sincero o mitomane? Stanislav sgrana gli occhi: «Giuro!», esclama, «gli ho dato dell’acqua, un bicchiere d’acqua per la precisione. Passa spesso qui per andare nell’area fumatori, all’altezza dell’imbarco 31». È la zona degli aerei per l’Italia. Ci appostiamo lì quasi un’ora ma niente, la barbetta bionda di Edward Snowden non si vede. O è un fumatore molto misurato o Stanislav ha mentito. Del resto, l’ex informatico che ha sollevato il più grande grattacapo per Obama con le rivelazioni sugli spionaggi americani, è qui all’aeroporto di Sheremetyevo da un mese. Forse se ne andrà domani, dicono i suoi avvocati. Dovrebbe ottenere l’autorizzazione a lasciare l’area transiti. Ma il fatto è che nessuno è riuscito mai a parlarci, a parte le Ong con cui ha organizzato una conferenza qualche giorno fa. L’unica cosa certa è che l’americano può trovarsi solo in tre posti al mondo. O qui, nel terminal dove lavora Stanislav, il «D», o negli altri due dove può stare senza visto e passaporto, «E» e «F». Ed è ovvio che attorno alla sua presenza, anzi, alla sua assenza, si stiano accumulando un po’ di leggende. Snowden, in un certo, senso, è il contrario di Mehran Karimi Nasseri, che aspettò un visto per otto anni all’aeroporto Charles-De-Gaulle e ispirò il film di Spielberg «The Terminal»

Raul Gardini non si uccise “d’istinto”: Vittorio Feltri-Di Pietro, polemica

23 luglio 2013 06:30 - di Redazione Blitz

Antonio Di Pietro, ex poliziotto, ex pm ed ex leader dell’Italia dei Valori, aveva dichiarato – intervistato da Aldo Cazzullo per il Corriere della Sera – a proposito del suicidio di Raul Gardini, che «Per me fu una sconfitta terribile – racconta oggi Antonio Di Pietro -. La morte di Gardini è il vero, grande rammarico che conservo della stagione di Mani pulite. Per due ragioni. La prima: quel 23 luglio Gardini avrebbe dovuto raccontarmi tutto: a chi aveva consegnato il miliardo di lire che aveva portato a Botteghe Oscure, sede del Pci; chi erano i giornalisti economici corrotti, oltre a quelli già rivelati da Sama; e chi erano i beneficiari del grosso della tangente Enimont, messo al sicuro nello Ior. La seconda ragione: io Gardini lo potevo salvare. La sera del 22, poco prima di mezzanotte, i carabinieri mi chiamarono a casa a Curno, per avvertirmi che Gardini era arrivato nella sua casa di piazza Belgioioso a Milano e mi dissero: “Dottore che facciamo, lo prendiamo?”. Ma io avevo dato la mia parola agli avvocati che lui sarebbe arrivato in Procura con le sue gambe, il mattino dopo. E dissi di lasciar perdere. Se l’avessi fatto arrestare subito, sarebbe ancora qui con noi».

Mattia Feltri: “La mozione di sfiducia individuale, un rito inutile”

20 luglio 2013 06:00 - di Redazione Blitz

Anche quella contro Angelino Alfano, come quasi tutte le altre, non ha avuto altro effetto se non quello di incendiare il dibattito politico: si parla della mozione di sfiducia contro i singoli ministri. Una mossa che, come ha ricostruito Mattia Feltri su La Stampa, ripercorrendo 60 anni di vita parlamentare, ha più che altro lo scopo di piantare una bandiera nel campo nemico. “Tutta scena”, scrive il giornalista nel pezzo dal titolo “Il rito inutile (da prima repubblica) della sfiducia individuale”. L’unica volta che una sfiducia è andata a segno è stata contro il ministro della Giustizia Filippo Mancuso, nel 1995, governo Dini.

Claudio Magris: perché gli appelli degli intellettuali sono un boomerang

18 luglio 2013 11:17 - di Redazione Blitz

Gli appelli degli intellettuali, “Quegli appelli che imbarazzano” Claudio Magris – che sul Corriere della Sera ne scrive – e non solo. “La funzione principale degli intellettuali è di lanciare appelli”, aveva detto Beppe Grillo. Lo scrittore triestino evidenzia le contraddizioni insite in questo tipo di appelli, anche quando sono per le cause più nobili: “Anni fa, Giovanni Raboni parlava, con intensità e pietas, dell’imbarazzo che si prova dinanzi a richieste cui non si vorrebbe e si sente che non sarebbe giusto acconsentire ma cui si finisce per accondiscendere, perché sembra brutale o equivoco opporre loro un rifiuto. pubblico o di un’istituzione culturale minacciata. È ovvio che a stendere il testo dell’appello devono e possono essere poche persone, anche una sola. Ma a firmare l’appello dovrebbero essere invitati tutti i cittadini maggiorenni, così come tutti i cittadini — famosi o ignoti — hanno diritto e dovere di voto.

Famiglie: la vera spending review. Ettore Livini su Repubblica

3 luglio 2013 12:00 - di Redazione Blitz

“Famiglie, Il tesoretto è finito. Quando non basta più stringere la cinghia”: questo è il titolo di un pezzo di Ettore Livini su Repubblica che Blitz vi propone come articolo del giorno. Tagliando su casa, auto, consumi, spesa alimentare, bollette lotto e perfino funerali, le famiglie italiane sono riuscite a far quadrare i conti anche con meno entrate e molte più uscite:

Morsi e “I 370 giorni del Faraone”: Francesca Paci su La Stampa

2 luglio 2013 12:55 - di Redazione Blitz

IL CAIRO – Dopo neanche un anno dalla sua elezione, il presidente egiziano Mohammed Morsi, dei Fratelli Musulmani, deve fronteggiare l’opposizione di milioni di manifestanti e soprattutto dell’esercito. Su La Stampa, Francesca Paci ricostruisce un anno e una settimana di passione per l’Egitto, in un reportage dal titolo “I 370 giorni del Faraone”, che vi proponiamo come articolo del giorno:

“Le transenne intorno alla sede bruciata dei Fratelli Musulmani al Muqattam, la montagna a ridosso del centro del Cairo, raccontano meglio di mille analisi quella che oggi sembra a tutti gli effetti la parabola discendente del primo presidente islamista democraticamente eletto nel mondo arabo nonché della sua potente casa madre, l’ottuagenaria organizzazione fondata da Hasan al Banna proprio qui in Egitto.