“Populismo costituzionale”, Giovanni Sartori sul Corriere della Sera

Pubblicato il 9 Settembre 2010 12:46 | Ultimo aggiornamento: 9 Settembre 2010 12:46

E’ da circa 2500 anni, dai tempi degli ateniesi, che le democrazie non sono democrazie dirette, bensì fondate sul principio della rappresentanza. Principio secondo il quale il popolo, che ha la sovranità, elegge i suoi rappresentati che, una volta eletti, rappresentano tutta la nazione “senza vincolo di mandato”. Ma questo in Italia non è mai stato compreso. Questa la tesi che porta avanti Giovanni Sartori nel suo editoriale di oggi sul Corriere della Sera dal titolo “Populismo costituzionale”.

Scrive Sartori:  «Eppure oggi Berlusconi, Bossi e tanti altri ancora invocano un mandato che la Costituzione espressamente vieta. Perché? A monte la colpa è del Presidente Ciampi che lasciò passare, senza fiatare e senza capire il problema, l’indicazione del nome del candidato premier sulla scheda elettorale. Il che è servito soprattutto a Berlusconi per rivendicare di essere scelto direttamente dall’elettorato. Questa rivendicazione non è comprovata dalla contabilità elettorale, visto che i voti per il suo partito ammontano, più o meno, a un terzo dell’elettorato. Ma il punto è soprattutto che la cosiddetta «scelta» del premier non è, assolutamente non è, una scelta. Una scelta presuppone che l’elettore abbia una alternativa, e quindi richiede che il nome del candidato premier stampato sulla scheda possa essere approvato oppure disapprovato (prevedendo due caselle del Sì o del No), dal votante. Il che non è» […]