“Quanto costa la Grecia al contribuente italiano”, Isabella Buffacchi, Sole 24 Ore

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Gennaio 2015 14:35 | Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio 2015 14:35
"Quanto costa la Grecia al contribuente italiano", Isabella Buffacchi, Sole 24 Ore

“Quanto costa la Grecia al contribuente italiano”, Isabella Buffacchi, Sole 24 Ore

ROMA – Considerata nazione periferica in Europa quando è debitrice (e pour cause), l’Italia del superdebito è centralissima quando i crediti li deve riscuotere. Nel caso greco, l’esposizione creditizia italiana è più onerosa, in proporzione, anche dei big come Germania e Francia che devono ricevere di più da Atene in termini assoluti. E’ un calcolo complicatissimo, specie considerando gli altissimi interessi pagati dall’Italia nei mesi più acuti della crisi sui propri titoli, che pure va fatto. Isabella Buffacchi sul Sole 24 Ore mette insieme tutti i capitoli finanziari utili a una valutazione complessiva di quanto alla fine costa la Grecia al contribuente italiano.

[…] L’Italia ha concesso alla Grecia due prestiti bilaterali per un importo di circa 10 miliardi di euro, spalmati nel 2010 e nel 2011. In quegli anni il rendimento del BTp decennale ha oscillato tra il 4% e il 6% con picchi oltre il 7%: condizioni fisse. Il prestito bilaterale greco, invece, è stato ristrutturato: allungamento della scadenza di 15 anni (ora ha una vita media di 30 anni), un periodo di grazia sugli interessi di 10 anni e un abbattimento del tasso di interesse di 100 punti.

Attraverso l’Efsf, l’Italia ha aiutato la Grecia per 25 miliardi di euro(l’Italia pesa al 18% circa sul totale delle garanzie dell’Efsf e il fondo ha concesso alla Grecia 141,8 miliardi di euro, resta in bilico l’ultima tranche da 1,8 miliardi). L’Efsf ha già allungato le scadenze dei prestiti dei prestiti alla Grecia fino al 2054 (vita media oltre 32 anni) e ha concesso ad Atene un periodo di grazia sospendendo il pagamento degli interessi sul debito dal 2012 al 2023: con un risparmio per il budget di Atene di 8,6 miliardi nel 2013 e attorno agli 8 miliardi nel 2014 e 2015.

L’Efsf e i suoi garanti non hanno perso il capitale investito in Grecia (non c’è stato haircut) ma l’investimento molto rende meno del previsto. Se rende. La Banca d’Italia, come tutte le banche centrali dell’Eurosistema, sta restituendo alla Grecia la plusvalenza realizzata tra il prezzo di acquisto dei titoli di Stato greci (comprati con il Securities markets programme al picco della crisi a prezzi ben sotto la pari) e il rimborso a 100. Il debito pubblico italiano sale, proquota, anche per quei  10,9 miliardi di Efsf bond trasferiti all’Hellenic Financial Stability Fund per ricapitalizzare la banche greche e dare collateral per i finanziamenti presso l’Eurosistema.

La chiusura del programma di aiuti dell’Efsf alla Grecia (la cui scadenza è stata estesa già dal 31/12/2014 al 28/02/2015) costringerebbe la Grecia a restituire questi Efsf bond. Infine, nel caso in cui Atene dovesse richiedere nei prossimi mesi un nuovo programma di aiuti, questa volta con l’Esm, o l’accensione di una linea di credito precauzionale ECCL all’Esm (con acquisto di titoli di Stato in asta da parte dell’Esm per candidare i bond greci alle OMTs di Draghi e probabilmente anche al QE), l’Italia avrebbe aiutato la Grecia anche tramite la partecipazione al capitale dell’Esm, costata per il paid-in oltre 14 miliardi di euro. (Isabella Bufacchi, Il Sole 24 Ore)