“L’impegno nazionale per liberare la Rai” di Valentini per Repubblica

Pubblicato il 20 Novembre 2011 15:49 | Ultimo aggiornamento: 20 Novembre 2011 15:49

ROMA – L’articolo del giorno che vi proponiamo è “L’impegno nazionale per liberare la Rai”, che Giovanni Valentini ha scritto per Repubblica. L’insediamento del governo di Mario Monti permetterà di riformare la televisione di Stato e di “liberare” la Rai dalla “morsa della partitocrazia”. Secondo Valentini la legge Gasparri, imposta dalla “dittatura della maggioranza” , ha distrutto la Rai ai cui vertici sono stati posti direttori, tra cui il “direttorissimo” Augusto Minzolini,  fedeli al potere vigente al governo. La speranza per la televisione di Stato ora porta il nome del governo Monti e Valentini si auspice una riforma, la cui urgenza secondo il giornalista precede quella di una riforma della legge elettorale.

“Con l’insediamento del governo istituzionale di Mario Monti si è aperta provvidenzialmente una fase di tregua. Una tregua che, oltre a favorire il risanamento della finanza pubblica per fronteggiare la crisi economica più grave dal dopoguerra, dovrebbe consentire alla politica di ricostruire le basi della convivenza civile: dalla legge elettorale alla riforma della televisione di Stato. E invertendo l`ordine dei fattori nella scala delle priorità, sarebbe quanto mai utile che questo secondo obiettivo precedesse magari il primo perché la liberazione della Rai dalla morsa della partitocrazia può contribuire a ripristinare le regole fondamentali del confronto e della competizione democratica.

Si tratta, come su questo giornale sosteniamo da sempre, di modificare la governance dell`azienda e le sue fonti di finanziamento, per affrancarla dall`asservimento al potere e dalla sudditanza all`audience. Ma, al di là degli aspetti e degli strumenti tecnici, il nodo è essenzialmente politico: tanto più al termine di un regime televisivo, marchiato dal più macroscopico conflitto d`interessi al mondo, con un leader di partito – e per di più capo di governo – che ha concentrato nelle sue mani il controllo diretto o indiretto della tv pubblica e privata.

Sotto l`egida della famigerata legge Gasparri, imposta dalla “dittatura della maggioranza” contro il pluralismo dell`informazione e la libera concorrenza, abbiamo dovuto assistere in questi anni a un’occupazione manu militari della Rai, con il presidente del Consiglio suo principale competitor, rivale e padrone, dominus assoluto di un`azienda mortificata eri dotta in condizioni di cattività.

Dall`investitura di un consiglio di amministrazione cristallizzato dalla logica dell`appartenenza e della fedeltà politica alla nomina di un direttore generale, anzi due, uno più supino e servile dell`altro; dalla proclamazione di un “direttorissimo” che ha distrutto il Tg 1 sul piano degli ascolti e soprattutto della credibilità, fino all`espulsione in massa di dirigenti, giornalisti, conduttori e conduttrici di successo, con un oggettivo depauperamento del patrimonio umano e professionale che può corrispondere anche a una grave perdita di bilancio o addirittura a un danno erariale.[…]”