“Sta in Cina il mondo immaginato da Keynes”, Fan Gang su “Il Sole 24 ore”

Pubblicato il 13 luglio 2010 15:12 | Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2010 15:12

John Maynard Keynes

La crescita economica della Cina, in momento di pura crisi in tutto il mondo,  sembra la creazione di un autentico “mondo keynesiano” dove ci sono più imprese private e concorrenza più libera sui prezzi al livello microeconomico e politiche anticicliche attive al livello macroeconomico. E’ di questo che l’economista britannico John Maynard Keynes parlava nella sua “rivoluzione” divenendo il padre della  macroeconomia. Fan Gang nel suo articolo su “Il Sole 24 Ore” confronta la situazione economica della Cina con i punti salienti della teoria di Keynes: 

«La crescita cinese quest’anno potrebbe avvicinarsi al 10 per cento. Mentre altri paesi sono ancora alle prese con la crisi economica e le sue conseguenze, per la Cina il problema – ancora una volta – è come gestire il boom.

Il mercato dell’edilizia si è stabilizzato grazie ai provvedimenti adottati per prevenire una bolla speculativa, e sono attese prossimamente altre misure correttive. È una buona notizia per l’economia cinese, ma forse lascerà delusi tutti quelli che davano per scontato che il governo di Pechino avrebbe lasciato che la bolla si gonfiasse a oltranza, fino a scoppiare.

La crescita in generale sarà influenzata dalle misure sul fronte immobiliare? Dipende da cosa si intende per «influenzata». Prezzi delle attività più bassi possono rallentare la crescita complessiva degli investimenti e del Pil, ma se il rallentamento consisterà (ipotizziamo) nel passare dall’11 al 9% di crescita, la Cina eviterà il surriscaldamento dell’economia continuando a godere di una crescita forte e sostenibile. In realtà, per Pechino l’attuale tasso di crescita annualizzato degli investimenti immobiliari (37%) è un dato molto negativo.

L’ideale sarebbe che frenasse fino, diciamo, al 27% quest’anno! La Cina registra una crescita economica forte e costante da trent’anni, senza significative oscillazioni e interruzioni (finora). Se si esclude il rallentamento del 1989-1990, seguito alla crisi di piazza Tienanmen, la crescita media annua in questo periodo è stata del 9,45%, con un massimo del 14,2% nel 1994 e nel 2007 e un minimo del 7,6% nel 1999. Mentre quasi tutte le economie principali hanno affrontato momenti di crisi nelle prime fasi della loro crescita economica, la Cina sembra – non si sa per caso o per altre ragioni – costituire un’eccezione, e questo scatena periodicamente previsioni di un “tracollo imminente”»[]