DDL ELUANA, BATTAGLIA AL SENATO: OLTRE MILLE EMENDAMENTI RADICALI, D’ALEMA, ”E’ UNA PERSECUZIONE”

Pubblicato il 9 febbraio 2009 10:11 | Ultimo aggiornamento: 12 maggio 2009 10:44

Eluana_cartelli Ha creato una forte spaccatura non solo tra maggioranza e opposizione, ma anche all’interno degli stessi gruppi il disegno di legge varato dal governo per Eluana Englaro. Il voto sul ddl al Senato è previsto per martedì mattina tra le 8,30 e le 9,30. Palazzo Madama inizia ad esaminare il provvedimento con la seduta di lunedì sera alle 19, «dopo aver avuto il parere delle commissioni Affari Costituzionali e Sanità». Per mercoledì alle 14 è previsto il voto finale alla Camera. Martedì mattina, non appena il provvedimento arriverà da Palazzo Madama, verrà esaminato dalla Commissione Sanità, quindi alle ore 17 dovrebbe approdare nell’aula di Montecitorio. Qui le votazioni avverranno a scrutinio segreto, con tempi contingentati.

L’EMENDAMENTO PER IL RIPRISTINO DELL’ALIMENTAZIONE – Al momento della scadenza del termine per presentare gli emendamenti, cioè alle 18, sono giunti in commissione circa un migliaio di emendamenti, secondo quanto hanno riferito alcuni parlamentari. Sarà quindi difficile che la commissione possa votarli e concludere i lavori con un mandato al relatore. Molto probabilmente quindi il testo arriverà in aula, alle 19, senza che la commissione Sanità abbia esaurito il suo lavoro. Un emendamento per far riprendere l’alimentazione artificiale ad Eluana Englaro è stato presentato congiuntamente da Pdl, L ega Nord e Udc, al disegno di legge del governo in esame al Senato. Lo ha riferito la senatrice radicale Poretti, mostrando il testo ai cronisti. L’emendamento spiega che l’alimentazione e l’idratazione artificiale «debbono in ogni caso essere effettuate alle persone non in grado di provvedere a se stesse». Ove questo trattamento fosse in corso esso «non può essere sospeso», e «se già sospeso deve essere immediatamente ripristinato». Prima che tale emendamento fosse presentato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, aveva annunciato che il testo del ddl sarebbe stato corretto, «dal momento che è stato scritto quando Eluana era ancora alimentata con un sondino». «Si deve fare di tutto per salvare Eluana» aveva aggiunto il ministro, rilevando che, oltre al percorso legislativo avviato dal governo, c’è una parallela azione di verifica della correttezza delle procedure che vengono seguite per Eluana.

LE POSIZIONI – Nel merito del provvedimento, la maggioranza (Pdl+Lega) appare sostanzialmente compatta a Palazzo Madama, fatta eccezione per i “dissidenti” Ferruccio Saro e Antonio Paravia. «Non è escluso che alcuni senatori del Pdl intervengano in aula per esprimere il loro dissenso su una questione che è di coscienza» è stato inoltre l’avvertimento di Lamberto Dini. Sul ddl il governo potrebbe comunque decidere di porre la fiducia. L’Udc intanto si unisce al sì al disegno di legge, mentre l’Italia dei valori fa sapere che lascerà a senatori e deputati libertà di coscienza. Anche il Pd lascia la decisione ai gruppi, ma i singoli annunciano il loro voto. «Io voterò no al ddl con assoluta convinzione, perché ritengo che su materie così delicate né lo Stato né la politica debbano intervenire» annuncia il segretario, Walter Veltroni. «Questo non è un disegno di legge sul testamento biologico ma si parla di un caso – dice Veltroni – su cui lo Stato interviene senza tener conto della scelta dei genitori e delle sentenze che sono state emesse». Ancora più duro Ignazio Marino, medico e capogruppo del Pd in commissione Sanità: «Questa è una legge ridicola e spero che il suo contenuto non venga tradotto in inglese perchè è risibile dal punto di vista scientifico. Potevano almeno cercare un consulente scientifico per scriverla e poi è anticostituzionale». A questo proposito Marino fa un esempio: «Se io fossi paralizzato dal collo in giù, in base a ciò che è scritto nella legge se anche dicessi, muovendo le labbra, che non voglio essere alimentato, il medico sarebbe obbligato a portarmi in sala operatoria, squarciarmi la pancia, infilarmi un tubo e nutrirmi contro la mia volontà». Secondo Anna Finocchiaro, capogruppo Pd al Senato, «siamo a una svolta: dopo questo voto niente sarà più come prima». Fa sapere che voterà “sì” l’esponente del Pd Beppe Fioroni, che però punta il dito contro il premier Berlusconi apostrofando come «veramente odioso l’atteggiamento di chi pensa che si possa su questi temi speculare consensi elettorali con strumentalizzazioni».

«PERSECUZIONE» – Duro Massimo D’Alema, che vede sostanzialmente nella vicenda Englaro e nell’interesse da parte del governo una «persecuzione contro una famiglia» con il ricorso a ogni mezzo, dagli ispettori del Nas fino ad una legge ad personam. «È curioso che lo Stato, che per 17 anni non si è curato di questa vicenda – ha spiegato l’ex ministro – adesso interviene con la forza addirittura della legge per sottrarre un corpo che oramai vive di una vita artificiale e farne un simulacro di una strana cultura della vita». Uno Stato che, sempre secondo D’Alema, «si occupa appunto della vita artificiale di chi sostanzialmente non vive da 17 anni e si occupa molto poco della vita dei viventi. Trovo tutta questa vicenda sconcertante – ha spiegato – ed a me pare che l’uso che ne fa sia del tutto strumentale».

I RADICALI – «A nostro giudizio il disegno di legge sulla vicenda Englaro è incostituzionale. Per questo presentiamo al Senato tre pregiudiziali di costituzionalità» spiega a Radio Radicale, Emma Bonino. «Il testo – sottolinea la Bonino – dice che “in attesa dell’approvazione di una legge organica”, che è evidente che dopo l’approvazione di questo testo non interesserà più nessuno, si impedisce di interrompere idratazione ed alimentazione a chiunque non sia in grado di provvedere a se stesso. Pensiamo a Welby, per esempio. È una legge che condanna tutti, tutti, a stare appesi ad un sondino per sempre. È un testo che viene sottoposto ad un Parlamento addomesticato e ricattato dal pietismo televisivo». Per questo motivo i radicali presenteranno oltre 1500 emendamenti al testo: «Li stiamo mettendo a punto – spiega la senatrice Donatella Poretti – e li presenteremo sia in commissione Sanità che in aula. Sono emendamenti di merito che capovolgono il senso del provvedimento».

COSTITUZIONALITA’ – Ed è scontro anche in commissione Affari Costituzionali al Senato sul ddl che riguarda la Englaro. L’organismo parlamentare guidato da Carlo Vizzini, infatti, è chiamato a esprimere il parere sul provvedimento per l’Aula, ma il centrosinistra è sulle barricate e sta intervenendo con tutti i propri componenti per argomentare una serie di rilievi al testo. Il governo – spiegano i senatori di Pd e Idv – si è presentato in commissione con la sottosegretaria Eugenia Roccella solo a seduta iniziata e su invito esplicito del presidente Vizzini. Messe così le cose è probabile che il provvedimento vada in Aula non solo senza il relatore (visto che la commissione Sanità con tutta probabilità non riuscirà a completare l’esame e a votare il mandato) ma anche senza il parere di costituzionalità. «A quel punto – sottolinea il senatore del Pd Enzo Bianco – il governo si assumerà tutta la responsabilità di questo provvedimento».

ITALIA DEI VALORI – Antonio Di Pietro ha deciso per il «no». Il leader dell’Italia dei lavori annuncia però che i parlamentari dell’Idv avranno libertà di coscienza. «Tuttavia – ha aggiunto Di Pietro – li ho sentiti uno per uno e mi risulta che sette voteranno per dire no al provvedimento, due si asterranno e uno voterà a favore».