GLI AUTOBUS DEGLI ATEI

Pubblicato il 14 Gennaio 2009 5:09 | Ultimo aggiornamento: 14 Gennaio 2009 5:09

di Archangel

Non eravamo a conoscenza che esistesse in Italia un' Unione Atei e Agnostici Razionalisti (Uaar), forse perche' di questo gruppo non si e' mai fatto un gran parlare. Ora pero' ha fatto capolino nelle cronache con una iniziativa a sorpresa: una campagna a favore dell'ateismo che dal 4 febbraio tappezzerà autobus pubblici, prima a Genova e poi in altre citta' italiane. Sugli autobus, dipinti di blu, spicca a caratteri di scatola questo slogan: ''la cattiva notizia e' che Dio non esiste. Quella buona e' che non ne hai bisogno''. L'ispirazione agli atei di casa nostra e' venuta – come spesso accade – dall'estero. Pare che autobus di quel tipo girino da qualche tempo a Londra, Washington, Madrid, e, in un primo momento, anche a Sydney, dove pero' sono stati fatti rientrare in tutta fretta in garage. Ora, noi siamo fermamente convinti che in un paese democratico ognuno ha il diritto di esprimere le proprie opinioni, quindi non ci sentiamo di condannare l'iniziativa degli atei italiani, o spagnoli, o inglesi che siano. Ma non possiamo neanche esimerci dal dire quel che pensiamo: e cioe' che ci sembra una iniziativa a) inutile e b) suscettibile di provocare spiacevoli reazioni tra chi ateo non e'. Far pubblicita' all'ateismo come la si fa ad un detersivo o ad uno sciroppo contro la tosse potra' indurre molti credenti a rinunciare alla propria fede, qualunque essa sia? Ci sembra poco verosimile. E' l'idea stessa che i credenti possano ''convertirsi'' all'ateismo ad essere balorda. Se uno crede in un qualsivoglia dio, non saranno certo gli autobus blu a farlo ricredere. Se uno non ci crede, la cosa lo lascera' presumibilmente del tutto indifferente. Pero' la religione e' un argomento estremamente delicato, e si contano a miliardi coloro che ne hanno una e che non pensano neppure in maniera remota a ripudiarla. Quindi perche' andare a stuzzicare il can che dorme? Un piccolo esempio: molti milanesi si sono indignati quando di recente centinaia di musulmani si sono dati convegno per pregare davanti al Duomo. C'e' da chiedersi cosa potrebbero fare se per la citta' cominciassero a transitare gli autobus blu degli ateisti. E non mi riferisco soltanto ai cattolici: dubito che anche le moltitutidini islamiche che vivono tra di noi apprezzerebbero l'iniziativa. Provate a dire ad un islamico che Allah non esiste e aspettate la sua reazione. Intendiamoci: qui non stiamo difendendo nessuna chiesa in particolare, anche se in certi Paesi quella cattolica e' estremamente pervasiva, e noi italiani lo sappiamo bene. Stiamo invece dicendo che i credenti andrebbero lasciati in pace, indipendentemente dal fatto che facciano bene o male a credere. In molti casi la fede puoi' aiutare chi soffre o attraversa momenti difficili o si sente solo nell'universo. E poiche' non risulta che nei Paesi civili gli atei siano stuzzicati od esortati a pentirsi ed abbracciare l'induismo, il cristianesimo o il buddhismo -almeno non con pubblicita' tipo dentifricio - quel che pensiamo e' che i nostri atei farebbero meglio a lasciare le cose come stanno. A ciascuno il suo.