Quei morti in carcere invisibili: “Dimenticati perché stranieri”

Pubblicato il 1 Novembre 2010 11:50 | Ultimo aggiornamento: 1 Novembre 2010 19:51

Il carcere romano di Regina Coeli

Non sarebbero “solo” 150 le morti nelle carceri italiane ogni anno (questa infatti è la media). Ci sarebbero anche casi dimenticati, invisibili alle cronache: sono quelli degli stranieri detenuti, i cui decessi vengono solitamente riassunti in poche righe di rapporto, destinati ad essere archiviati.

E le famiglie accusano: “I loro casi archiviati perché non erano italiani”. Gli ultimi riguardano Marko Hadzovic, Paolo Iovanovic, Mija Diordevic. Tutti e tre originari dela ex-Jugoslavia. Sono morti ma la loro storia non interessa i giornali o la magistratura. Non si sa come e perché siano morti. Non si sa, per esempio, se ci sono responsabilità nel comportamento di chi li ha avuti in custodia durante la loro permanenza in carcere.

Tutti e tre erano detenuti nel carcere romano di Regina Coeli. Tre casi che sembrano dire che le vicende ben più note di Stefano Cucchi e di Simone La Penna non sono isolate.