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Alessandro Di Battista: “Non sono un moderato, moderati si muore”

Alessandro Di Battista: "Non sono un moderato, moderati si muore"

Alessandro Di Battista: “Non sono un moderato, moderati si muore” (foto Ansa)

ROMA – “Io non sono un moderato, moderati si muore. Sapete qual è la frase che più non sopporto quando un sindaco viene eletto: “sarò il sindaco di tutti”. Ma quando mai! Il Movimento non deve essere il movimento di tutti, ci sono persone che non devono entrare nel Movimento, ci sono cittadini che non devono votarci. Io non li voglio i voti degli approfittatori, dei complici del sistema, di chi sa solo lamentarsi. Questo non ci porterà al governo? A parte non ci credo affatto, anzi, considero l’intransigenza un valore e la sola strada per arrivare a governare il Paese”. Lo scrive Alessandro Di Battista pubblicando su facebook il discorso che avrebbe dovuto pronunciare a Italia 5 Stelle. “Credo, e ve lo dico dichiarandovi che mi spenderò al massimo per vincere le prossime elezioni, che andare al governo non è il fine del movimento, ma un mezzo per ottenere l’unico nostro obiettivo: cambiare radicalmente questa società”, scrive.

“Questa legislatura sta per finire, alcune persone le abbiamo perse per strada perché non sono stati capaci di resistere a certe tentazioni, altre persone sono morte anche se non riesco ancora a capacitamene, altri hanno preferito smettere di lottare perché lottare costa tanta fatica. Qua c’è un gruppo che non ha mai smesso di lottare, ci sono colleghi, parlo soprattutto di quelli meno noti, che hanno fatto un lavoro straordinario e loro tutti, come me, hanno le mani pulite. E abbiamo le mani più pulite di come le avevamo nel 2013 perché forse si può dire di avere le mani davvero pulite solo se si ha la possibilità di insudiciarsele e non lo si fa”, scrive Di Battista soffermandosi sui “mesi di battaglie feroci” che “ci aspetteranno” e soffermandosi sulla sua paternità. “Voglio insegnargli ad esser libero, sufficientemente ribelle (dico sufficientemente perché non vorrei mai che a 14 anni si approfittasse di queste parole) e soprattutto a non avere Paura”, scrive Di battista parlando del figlio, la cui nascita ha poi di fatto impedito al deputato di essere a Rimini.

“Candidarsi a premier non è mica obbligatorio, qua l’unica cosa che è obbligatoria è restare compatti perché ci aspettano mesi durissimi”. “Io sono un battitore libero”, prosegue Di Battista spiegando di non essersi candidato premier perché proprio perché si considera “un battitore libero” e aggiungendo: “Ho fiducia in Luigi, anche lui si è caricato il Movimento sulle sue spalle. E va sostenuto”.

“Perché non mi sono candidato a premier per il M5S? Perché non penso, per lo meno adesso che quello sia il mio ruolo. E se penso questo, per il rispetto che devo a voi tutti e al Movimento che mi ha cambiato la vita, è giusto non candidarsi. Io mi sento un libero battitore, mi conoscete bene, in un certo senso è come se mi sentissi imbrigliato in certi palazzi e non è un caso che la mia azione “politica” più importante di questi anni l’ho fatta viaggiando in sella ad un motorino a difesa della Costituzione. E me li prendo, i miei meriti, senza alcuna falsa modestia”, scrive Di Battista. “Ognuno ha il suo ruolo, e questo è il mio adesso. Voglio essere totalmente libero, libero di portare avanti le battaglie in cui credo. Per qualcuno questo potrebbe significare non volersi prendere una responsabilità. E’ l’esatto contrario, proprio perché sono responsabile e so quel che posso e devo dare al Movimento ho fatto questa scelta”, aggiunge il deputato M5S che ricorda i suoi 4 anni e mezzo alla Camera: Non ho mai mollato. Altro che “onorevole”, mi sono sentito onorato di portare avanti le nostre battaglie. In questi 4 anni e mezzo da deputato ho prodotto interrogazioni, emendamenti, discorsi in aula, denunce. Ma soprattutto ho prodotto sudore…e chi ha partecipato alle centinaia di comizi che ho fatto sa di cosa sto parlando”. Nel discorso, Di Battista poi cita Gianroberto Casaleggio – “un uomo che oltre a mancarmi terribilmente a livello personale penso manchi all’Italia intera così affamata di intellettuali disinteressati e capaci di trasformare il pensiero in azione”, sottolinea” – ringrazia il figlio Davide e definisce Beppe Grillo “un amico e un patriota”.

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