Beppe Grillo: “Napolitano-Montecristo: molla Letta dopo lo scandalo Monti-Prodi”

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 febbraio 2014 14:01 | Ultimo aggiornamento: 16 febbraio 2014 14:01
Beppe Grillo: "Napolitano-Montecristo: molla Letta dopo lo scandalo Monti-Prodi"

Beppe Grillo

ROMA  – Giorgio Napolitano avrebbe deciso di “mollare” Letta e nominare “Renzie” in seguito alle rivelazioni pubblicate sul libro di Alain Friedman e riprese dal Corriere della sera in cui Monti, De Benedetti e Prodi ammettevano di essere stati consultati “prima della crisi economica del 2011 e non dopo, per sostituire un presidente del Consiglio eletto in regolari elezioni, oltrepassando così i suoi poteri”. Questo il nuovo attacco di Beppe Grillo al Capo dello Stato dal suo pulpito-blog, in un editoriale dal titolo “Il nonno di Montecristo”.

“Napolitano è il nonno di Montecristo – scrive Grillo – il protagonista di una riedizione moderna del famoso romanzo “Il conte di Montecristo”. Edmond Dantès venne imprigionato per opera di tre nemici, ognuno dei quali ottenne qualcosa dalla sua condanna. Fernand Mondego ne sposò la fidanzata, Danglars da scrivano di bordo divenne comandante della nave Pharaon al suo posto, Gérard de Villefort, il giudice responsabile della sua incarcerazione, fece carriera come sostituto Procuratore del Re”.

“La scorsa settimana – racconta Grillo – è andata in onda una sceneggiata per costringere Napolitano a dimettersi e a nominare Renzie. I protagonisti sono tre persone alle quali si può imputare tutto, ma non l’ingenuità. Prodi, Monti e De Benedetti rilasciano a suo tempo dichiarazioni (filmate!) al giornalista Friedman ben sapendo che sono delle vere e proprie bombe. Attestano infatti che il presidente della Repubblica si mosse, prima della crisi economica del 2011 e non dopo, per sostituire un presidente del Consiglio eletto in regolari elezioni, oltrepassando i suoi poteri”.

“Quei filmati – insiste il leader M5S – sono una lettera di licenziamento preparata con cura e tenuta in un cassetto, i cui contenuti, guarda caso, sono pubblicati un giorno prima che sia discusso l’impeachment in contemporanea sul Corriere della Sera, con due pagine, e dal Financial Times, con il titolo “The italian job” in copertina. Edmond Napolitano non ci sta e grida al fumo “Fumo, solo fumo!”, ma oltre al fumo c’è anche, ineludibile, l’arrosto e un impeachment alle porte. Molla quindi Letta e riceve Renzie, che poco dopo diventa il candidato unico alla presidenza del Consiglio”.

“L’impeachment non viene neppure discusso, ma letto e liquidato dalla commissione in venti minuti netti. Un record mondiale. Un nuovo mistero per il romanzo d’appendice del Quirinale. Però, nonostante Napolitano abbia evitato un pubblico dibattito parlamentare sull’impeachment, cominciano a circolare voci insistenti sulle sue dimissioni a breve, dopo l’insediamento del nuovo governo”, insiste Grillo.

“Ora, a pensar male si fa peccato, disse Andreotti, ma spesso ci si azzecca. Dei tre protagonisti del feuiletton – conclude – Prodi è candidato a succedere a Napolitano, De Benedetti è il primo sponsor di Renzie e Rigor Montis, che ha ritirato ad horas la fiducia del suo partitino a Letta è un possibile candidato per la presidenza di una Commissione Europea”.