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Beppe Grillo: Thamsanqa Jantjie, interprete funerali Mandela, è “uomo dell’anno”

Beppe Grillo: Thamsanqa Jantjie, interprete di Mandela, è "l'uomo dell'anno"

Il post di Beppe Grillo

ROMA – L’uomo dell’anno per Beppe Grillo è Thamsanqa Jantjie, ovvero l’interprete impostore dei funerali di Nelson Mandela, in verità killer e stupratore. Il leader dell’M5s incorona il falso traduttore nella lingua dei segni dal proprio blog.

Scrive Grillo nel post:

“Uno schizofrenico, con tendenze a scoppi di violenza, che vede gli angeli, che parla solo lo Xhosa, una delle 11 lingue ufficiali del Sudafrica, è l’uomo dell’anno. Si chiama Thamsanqa Jantjie ed è stato l’interprete ufficiale dall’inglese al lingua dei segni durante il solenne memorial nel grande stadio in onore di Nelson Mandela. Thamsanqa non conosce però l’inglese. Il ministro sudafricano Hendrietta Borgopane-Zulu ha ammesso “la lingua inglese è un po’ troppo per lui”. Thamsanqa non conosce neppure il lingua dei segni. Lo stesso ministro ha ammesso che “non è un interprete professionale”. Thamsanqa è stato pagato 77 dollari all’ora dal governo sudafricano per esibirsi con presidenti e primi ministri giunti da tutto il globo per onorare Mandela. I suoi gesti disconnessi come quelli di una marionetta impazzita sono proseguiti per l’intera giornata delle celebrazioni. Obama e Ban Ki-moon parlavano e lui gesticolava alle loro spalle senza che vi fosse alcuna protezione per il presidente degli Stati Uniti e per il segretario dell’ONU. Sembravano tornati i bei tempi della Gialappa’s Band a commentare le partite di calcio. Uno spettacolo seguito da decine di migliaia di persone allo stadio nel grande schermo e da centinaia di milioni di persone in televisione”.

Nel post il leader del Movimento 5 stelle continua nel ridicolizzare la scena, tra l’assurdo e il grottesco:

“Thamsanqa era sul podio riservato ai Vip, in un vestito scuro, una cravatta adeguata e un cartellino della sicurezza con la scritta: “Funerali di Stato”. Gli interpreti professionali si sono sentiti oltraggiati, ma Thamsanqa, che poteva tranquillamente sparare o accoltellare qualunque presidente gli capitasse a tiro, ha espresso la sua soddisfazione prima di essere internato : “Nello stadio ho visto gli angeli, ero in preda di allucinazioni. Ho capito che il problema era lì. Talvolta io divento violento.Vedevo quelle cose che mi incalzavano. Ero in una posizione difficile. Il presidente e tutti gli altri erano armati. Erano tutti intorno a me. Ho avuto un attacco di panico”. George Orwell disse che: “Nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario”, ma Thamsanqa è andato oltre la verità e oltre la menzogna. Tutto quello che vedete è falso o forse vero, ma non importa ormai a nessuno. La vita è diventata pura scenografia. Per questo Thamsanqa merita il titolo di uomo dell’anno”.

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