Beppe Grillo: “Elezioni subito. Se italiani votano Pd-Pdl mi chiamo fuori”

di redazione Blitz
Pubblicato il 29 settembre 2013 16:00 | Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2013 18:14
Beppe Grillo: "Voto o ce ne andiamo. Se italiani votano Pd-Pdl mi chiamo fuori"

Beppe Grillo: “Voto o ce ne andiamo. Se italiani votano Pd-Pdl mi chiamo fuori”

PADERNO DUGNANO (MILANO) – “O ci date il voto alle elezioni o ce ne andiamo a casa“. Beppe Grillo  vuole andare subito al voto e con il Porcellum: lo ha ribadito prima di una manifestazione a Paderno Dugnano, in provincia di Milano. Il leader Cinque Stelle è convinto che alle urne il suo Movimento trionferebbe ma dal palco ha usato parole durissime: “Se gli italiani continuano a votare Pd e Pdl io mi tiro fuori. Votiamo e ricostruiamo il paese con un esecutivo a 5 stelle”.

Di fatto Grillo chiude a qualsiasi ipotesi che non preveda le elezioni dopo la crisi aperta con le dimissioni dei ministri Pdl. L’ultimatum vale anche per gli elettori: “Io voglio parlare ai venti milioni di personaggi che hanno votato ancora il Pd e il Pdl. Se continuate così il Movimento se ne va. Se non ci votate io mi tiro fuori”.

Grillo ha osservato. “Non c’è una crisi di governo, c’è la crisi del popolo italiano che fa fatica a capire. Quando ci saranno le elezioni tra due tre o quattro mesi non ci interessa, deciderà il popolo italiano che è stufo di questi partiti, con i quali non si può ragionare, sono finiti”.

E sulla legge elettorale: “Adesso vorrebbero fare un Superporcellum e far restare fuori noi ma non glielo permetteremo”. Anche se è contrario all’attuale sistema di voto e afferma di “volerlo cambiare dopo le elezioni, quando saremo al governo”. Sugli impegni dell’Italia con l’Unione Europea, Grillo ha precisato che, in caso di un esecutivo a 5 stelle “andremo in Europa a ridiscutere i patti. Gli italiani decidono con un clic se stare dentro l’euro o no, se stare nel debito o no. Gli altri parlano di Iva e di Imu ma non del fiscal compact che ci sarà per 50 miliardi all’anno fino al 2015″.

Il botto lo lascia alla fine: a chi gli domanda se secondo lui sia il Capo dello Stato a dettare la linea del Pd, risponde: ”Napolitano? C’e’ la possibilità che possa seguire lo psiconano agli arresti domiciliari…”. Grillo non ha proseguito la frase perché nella ressa è stato interrotto da una raffica di domande.

Ma intanto i Cinque Stelle non sembrano essere tutti allineati con il leader. Al Senato lunedì pomeriggio ci sarà la resa dei conti. Sarebbero infatti ben 14 i senatori grillini pronti a lasciarsi alle spalle il Movimento e appoggiare un governo di scopo. O ad aprire il dialogo con il Pd, tassativamente vietato dallo Statuto del Movimento.

Già nella giornata di venerdì, il senatore Luis Alberto Orellana aveva aperto alla possibilità di un Letta bis. “Dovrei pensarci – aveva detto l’esponente M5S – Letta è molto caratterizzato politicamente, ma la priorità è cambiare il Porcellum”. E aveva aggiunto: “Dobbiamo dialogare con il Pd, con Sel, con chi ci vuole stare. Rimanere nell’attesa degli eventi ci riporterà solo alla situazione in cui siamo ora”.