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Espulsione senatori M5s dissidenti. Troppi collegamenti, diretta streaming salta

Espulsione senatori M5s dissidenti. Troppi collegamenti, diretta streaming salta

Luis Alberto Orellana (Foto LaPresse)

ROMA – “I senatori dissidenti se ne devono andare“, urlano alcuni dei parlamentari del Movimento 5 stelle all’inizio dell’assemblea congiunta di Camera e Senato. “No, Orellana e gli altri non hanno fatto nulla“, replicano senatori e deputati, sempre di M5s, a cui quell’espulsione non va giù.

Il target della messa alla gogna per Luis Alberto Orellaba, Francesco Campanella, Lorenzo Battista e Fabrizio Bocchino è già noto. Due minuti a testa per poter condannare o salvare i 4 dissidenti. Tutto sotto l’occhio impietoso della diretta streaming, meccanismo e strumento della democrazia online di M5s. Una diretta streaming che però non va come sperato e salta.

Troppi i collegamenti alla diretta per conoscere la sorte dei 4 dissidenti al bando, così tanti da far saltare lo streaming e lasciare nascosta all’occhio indiscreto delle telecamere la votazione sull’espulsione, durante il quale, forse inaspettatamente, in molti hanno manifestato la propria solidarietà a Orellana a e compagni e rivendicato la libertà di espressione e di poter contraddire il leader Beppe Grillo.

Tra i più polemici nei confronti dell’avvio della procedura di espulsione i deputati Alessio Tacconi e Turco Tancredi. Il primo, in particolare, ha chiesto che il suo nome venga aggiunto alla lista dei parlamentari da espellere in quanto i quattro ‘ribelli’, a suo dire, “non hanno violato il codice di comportamento dei gruppi parlamentari dei 5 Stelle”.

A favore dell’espulsione il capogruppo al Senato Vincenzo Maurizio Santangelo, che accusa i quattro di anteporre gli interessi personali a quelli del Movimento 5 Stelle.

Nel mezzo la voce di chi, come Ponzio Pilato, vorrebbe lavarsene le mani e in sostanza dice: “Non conosco i senatori né il loro operato e non posso giudicare. Siano la rete e il popolo del web, come richiesto dai 4 senatori M5s, a decidere per l’espulsione”.

Lo streaming è poi tornato, singhiozzante, dopo la mezzanotte tra 25 e 26 febbraio e le dichiarazioni di intenzione di voto dei singoli parlamentari continuano.

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