Immigrazione, Grillo come Salvini: “Meno permessi, più rimpatri”. Pd: “Sciacalli”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 agosto 2015 20:41 | Ultimo aggiornamento: 8 agosto 2015 20:52
Immigrazione, blog Grillo attacca: "Meno permessi di soggiorno, più rimpatri"

Profughi in mare dopo il naufragio avvenuto davanti alla Libia

ROMA – “Giro di vite sui permessi di soggiorno per protezione umanitaria, che solo l’Italia concede in massa. Sorveglianza più stretta dei profughi nel sistema di accoglienza. Istituzione di sistemi efficienti per il rimpatrio forzato delle persone cui viene respinta la domanda di asilo. Procedura specifica per la trattazione dei ricorsi contro il diniego dell’asilo”.

Il piglio è decisamente leghista ma la proposta arriva dal Movimento guidato da Beppe Grillo che, fiutando milioni di voti, si butta sulla pista battuta già da tempo dal leader del Carroccio, Matteo Salvini. Quelle sopra elencate sono le quattro proposte sull’immigrazione presentate sul blog di Grillo dal consigliere comunale torinese Vittorio Bertola.

La prima delle proposte grilline prevede un “giro di vite sui permessi di soggiorno” perché “da noi quasi un asilo politico su due viene dato a persone che non ne avrebbero diritto secondo i trattati internazionali sui rifugiati, ma che noi accogliamo comunque per ‘gravi motivi umanitari’.

Negli altri Paesi europei – argomenta Bertola – questo tipo di permessi non esiste o viene usato in misura molto minore, da noi invece con questa motivazione si fanno entrare persone che non dovrebbero, perché? Per alimentare l’industria dell’accoglienza”.

Segue la seconda proposta sui sistemi di rimpatrio forzato perché “non è ammissibile che anche a quel 40-50% di domande che viene respinto corrisponda di fatto una ammissione in Italia, come clandestini, perché ci si limita a consegnargli un foglio con scritto “devi lasciare il Paese, fallo tu, ok?“. Questo non è un comportamento serio, se uno deve essere espulso deve essere accompagnato alla frontiera e/o caricato su un aereo per il suo Paese di origine, a forza se necessario”.

E ancora, scrive Bertola, “non è possibile che uno che non ha diritto all’asilo, anche palesemente, possa restare in Italia per anni semplicemente facendo ricorso contro il provvedimento di diniego dell’asilo, perdipiù a spese nostre perché essendo nullatenente gli avvocati li paghiamo noi. E’ giusto dare una possibilità di ricorso per evitare abusi, ma essa segua un suo percorso d’urgenza in modo da venire evasa nel giro di un mese o due e da non dare scuse a chi non ha diritto di stare in Italia”.

Infine, la quarta e ultima proposta: “Sorveglianza più stretta dei profughi nel sistema di accoglienza. Qui a Torino qualche mese fa c’è stato un profugo senegalese che per settimane usciva tutte le mattine alle 5 dal suo ostello (pagato da noi) e andava a rapinare e accoltellare le donne alle stazioni della metropolitana. Dopo 8 rapine violente l’hanno preso, e ci si chiede: ma la cooperativa che gestiva l’accoglienza non si è mai accorta di niente?”.

Il tema è caldo e particolarmente caro alla Lega. Tant’è che in giornata lo stesso Salvini è tornato alla carica: “Altri 800 clandestini sbarcati in Italia. Li staranno portando a Bruxelles o in Vaticano…?” ha scritto su Facebook, facendo riferimento alla Ue e soprattutto alle parole di Papa Francesco: “Respingere i profughi è atto di guerra”. Già ieri Salvini aveva commentato “con tutto il dovuto rispetto” le parole di Bergoglio: non consentire l’ingresso è “un dovere”.

Dal Pd interviene il presidente Matteo Orfini che su Twitter liquida così la questione: “Dopo le proposte sull’immigrazione manca solo che Grillo si iscriva alla Lega. Perché alla fine gli sciacalli si ritrovano sempre: a destra”. La sensazione però è che la sinistra, restando sul piano dello scontro politico, rischi di trascurare un tema ormai divenuto emergenza, regalando milioni di voti alla Lega Nord.